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IL PROGETTO

Reddito di cittadinanza, una app per stanare i “furbetti”

Il commissario uscente lascia in eredità il software che servirà a scoprire chi ha bisogno del sussidio e chi no e che traccerà anche il passaggio di denaro. Io.italia.it in fase di test a Milano, Torino, Palermo e Cagliari

09 Ott 2018

F. Me

Una app per tracciare il reddito di cittadinanza. Si chiama io.italia.it ed è stata annunciata oggi da Diego Piacentini, che sta per lasciare il suo incarico come commissario al Digitale, in una videointervista al Corriere.it.

L’app servirà a scoprire chi ha davvero bisogno del sussidio, a stanare chi non ne ha diritto e anche monitorare i passaggi di denaro. “Permette ai cittadini di ricevere messaggi dalla pubblica amministrazione, esprimere preferenze – ha spiegato Piacentini – La stiamo testando con sette comuni e amministrazioni con alcuni servizi. Ci sono Milano, Torino, Palermo, Cagliari, ma anche piccoli comuni. È l’app del cittadino”.

Il ministro dello Sviluppo Luigi Di Maio ha chiesto al Team Digitale una soluzione tecnologica per il l reddito di cittadinanza. “Progetto che noi abbiamo suddiviso in 4 blocchi tecnologici – ha evidenziato il manager – chi ne ha diritto; qual è il passaggio dei soldi dallo stato al cittadino; qual è il passaggio dei soldi dal cittadino al mercato; la valutazione a posteriori della policy. Quest’ultimo è il più importante, quello che permette di rispondere alla domanda: ha funzionato questa policy, sì o no?”

L’app Io.Italia.i era stata annunciata da Agid e Team Digitale in occasione di Forum PA 2018: in quell’occasione si era precisato che grazie all’app ogni utente avrebbe potuto chiedere e conservare documenti e certificati, accettare ed effettuare pagamenti, ricevere comunicazioni, messaggi e promemoria. Il primo banco di prova della PA “a portata di smartphone” sarà dunque il reddito di cittadinanza.

La nota aggiuntiva al Def, presentata dal governo nei giorni scorsi, si definiscono ufficialmente le misure di Welfare del governo. Il sussidio – si tratta di 780 euro da erogare a chi si trova sotto la soglia di povertà relativa – sarà erogato esclusivamente e completamente sotto forma digitale, con una carta ad hoc si presume, per “ridurre tempi, costi e possibilità di frodi”.

Nel contempo verrà attuata “la piena interoperabilità delle banche dati a disposizione dello Stato e dei Centri per l’Impiego, consentendo l’incontro in tempo reale della domanda e dell’offerta di lavoro”. Ma è sul rafforzamento dei Centri per l’impiego che il Def dedica ampio spazio: serve infatti, annota il loro “rafforzamento qualitativo e quantitativo” vista la necessità di coordinamento con le Regioni e la necessità di rendere quindi omogenee le prestazioni fornite.

Per questo il Def calendarizza, ma senza fissarne la data, un piano di assunzioni di personale qualificato, in aggiunta a quanto già definito nella Legge di Bilancio per il 2018. L’obiettivo infatti, è quello di “realizzare una rete capillare in tutto il territorio nazionale”. Non solo. “Sarà dedicata particolare attenzione anche alla realizzazione del Sistema Informativo Unitario e allo sviluppo di servizi avanzati per le imprese, in grado di facilitare l’attività di ricollocazione dei disoccupati”. Ritornando alle pensioni di cittadinanza, si legge, “una parte delle risorse destinate alla realizzazione delle misure verrà dal sistema previdenziale secondo logiche e principi che tengano conto di condizioni di equità e solidarietà”.

Il beneficio è legato a doppio filo all’obbligo, per chi percepisce il reddito di cittadinanza, di seguire un percorso formativo vincolante accettando “almeno una delle prime tre proposte di lavoro eque e non lontane dal luogo di residenza del lavoratore”. In arrivo anche la pensione di cittadinanza che eleva sempre a 780 euro gli assegni al minimo.

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