DECRETO CRESCITA 2.0

Rete Imprese Italia: “Insostenibile obbligo Pos”

Dal primo gennaio in vigore la norma del Decreto Sviluppo bis che obbliga gli esercenti ad accettare anche moneta elettronica. Ma l’associazione che rappresenta 2,5 milioni di Pmi avverte: “Gravi oneri per il commercio, serve un rinvio”

30 Dic 2013

L.M.

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Sta per arrivare in vigore l’obbligo di accettare i pagamenti elettronici, ma le imprese non sono pronte. Il “Decreto Crescita 2.0”, anche detto Decreto Sviluppo bis, prevede tra le altre cose che dal primo gennaio 2014 i soggetti che effettuano attività di vendita di prodotti e di prestazione di servizi, compresi quelli professionali, dovranno accettare anche pagamenti effettuati attraverso moneta elettronica. Ma per Rete Imprese Italia questo è un obbligo “cui è impossibile adeguarsi, vista l’insostenibilità dell’installazione immediata dei milioni di Pos necessari”.

Secondo la Rete, che rappresenta Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti, la nuova normativa, introdotta dal Decreto Sviluppo bis, approvato con decreto legge 18.10.2012, n. 179, e convertito con la Legge 17.12.2012 n. 221, “imporrà nuovi gravi oneri alle imprese, in quanto, oltre all’obbligo di pagamento delle spese di attivazione del Pos, queste subiranno gli ulteriori costi di gestione che andranno ad aggravare i loro costi fissi. A ciò si aggiungeranno, ovviamente, le commissioni su ogni transazione la cui riduzione, peraltro, era un impegno preciso che avrebbe dovuto concretizzarsi in un decreto di cui si è persa traccia”.

L’Associazione, le cui organizzazioni fondatrici rappresentano oltre 2,5 milioni di imprese, si dice “consapevole che la modernizzazione dei sistemi di pagamento rappresenta uno degli strumenti importanti per aumentare l’efficienza del sistema produttivo italiano”. Tuttavia, sottolinea, “rimane il fatto che l’utilizzo della moneta elettronica avrebbe dovuto, almeno, essere diffuso tramite una distribuzione equilibrata fra costi e benefici a carico dei soggetti interessati. Rete Imprese Italia – conclude la nota – denuncia quindi le criticità connesse all’entrata in vigore della normativa, che appesantiranno ancor di più le imprese, già oberate dagli effetti recessivi della crisi economica”. Per questo la Rete chiede al governo di “rinviare l’entrata in vigore della norma per tutte le imprese e di studiare una soluzione che favorisca la diffusione della moneta elettronica attraverso un abbassamento dei costi di utilizzo, per le imprese e per i cittadini”.