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IL CASO

Rete Wind-3: ipotesi mille tagli in Ericsson, Zte pronta ad assumere

Mille posti a rischio in Italia nel gruppo svedese. Ma i cinesi hanno bisogno di molto personale per realizzare la nuova rete mobile Wind-3. Si parla di 2.500 assunzioni e un centro di eccellenza al Sud

20 Dic 2016

Antonello Salerno

Potrebbe anche concludersi con un saldo positivo, in termini di occupati nelle aziende fornitrici di tecnologie di rete, il consolidamento dei network mobili di Wind e 3 Italia e la realizzazione della rete unica di quello che sarà il maggior operatore di telefonia mobile in Italia.

Da una parte infatti si teme che Ericsson, rimasta esclusa dal grosso della scommessa pur se dovrebbe manterre linee di business percirca 250 milioni di euro nella nuova Wind-3, possa ridimensionare il proprio organico in Italia tagliando un migliaio di posizioni, un quarto della forza lavoro impegnata nel nostro Paese.

Dall’altra Zte, sempre più vicina alla formalizzazione di una commessa cui gli addetti ai lavori attribuiscono un valore complessivo tra gli ottocento milioni e il miliardo di euro, sarebbe pronta ad assumere 2.500 persone. Da quanto risulta a CorCom, Zte sarebbe stata preferita agli altri concorrenti per la qualità tecnologica della propria offerta più che per il prezzo. Di qui l’esigenza del gruppo cinese di impegnarsi anche con investimenti di sviluppo della propria presenza italiana. Tra i progetti di crescita in vista della gestione, implementazione e upgrade della rete di Wind-3, Zte ha in programma l’apertura di un centro d’eccellenza nel Mezzogiorno.

Fino a oggi i due protagonisti del merger avevano fatto scelte diverse: 3 Italia aveva affidato la propria rete “in outsourcing” proprio a Ericsson, mentre la rete di Wind era stata realizzata con l’apporto di tre fornitori: Huawei, Nokia ed Ericsson.

Zte è certamente consapevole dei contraccolpi, anche occupazionali, che il suo arrivo in Italia può creare nel mercato dei fornitori di apparati di rete e, motivata dal fatto di reperire competenze tecniche di vasta esperienza, aprirà sicuramente la porta, oltre che a giovani neolaureati, anche a tecnici e ingeneri di rete eventualmente in uscita dagli altri operatori. Col vantaggio, tra l’altro, di avere a disposizione risorse già formate e specializzate, “preziose” nella realizzazione di un compito impegnativo: lo swap fra le due reti di Wind e 3 Italia riguarda oltre 25.000 siti di cui circa un 40% andrà dismesso, decine di migliaia di base station su cui intervenire, un upgrade delle due reti alle tecnologie del 4G in vista della realizzazione dell’unica rete di accesso per l’insieme dei clienti Wind-3.

Non sarebbe del resto la prima volta che Zte porta a termine un’operazione di questo tipo: vi è un precedente in Germania, dove nel 2013 il gruppo cinese si è aggiudicato la rete di E-plus e per realizzarla ha assunto 750 lavoratori in uscita da Alcatel-Lucent.

Oggi il gruppo cinese conta in Italia su meno di cinquanta dipendenti distribuiti in tre sedi, a Torino, Milano e Roma.

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