Riccardo Luna lancia l'idea: "Un Digital Champion in ogni Comune" - CorCom

AGENDA DIGITALE

Riccardo Luna lancia l’idea: “Un Digital Champion in ogni Comune”

Il neo nominato ambasciatore dell’Agenda digitale Ue punta alla diffusione capillare della cultura digitale attraverso 8.100 “delegati” in tutta Italia

02 Ott 2014

L.M.

Un Digital champion in ogni Comune italiano, per assistere e difendere i cittadini alle prese con problemi digitali e diffondere la cultura del web. Questo l’obiettivo del giornalista Riccardo Luna, nominato a settembre Digital champion italiano – ruolo che era stato di Francesco Caio – tra i consiglieri economici a titolo gratuito scelti dal governo Renzi.

I Digital Champions Ue sono gli ambasciatori dell’Agenda digitale europea provenienti dai vari Paesi Ue il cui compito è “aiutare i cittadini Ue a diventare digitali”. Insieme a Luna, attuale direttore di CheFuturo! e già primo direttore dell’edizione italiana di Wired, nell’Unione europea ci sono almeno sette ministri, ex ministri o dirigenti (o consulenti) di ministeri, alcuni imprenditori dell’Ict, altri dirigenti di enti pubblici, accademici e un giornalista come lui, il lettone Reinis Zitmanis, che nel suo Paese presenta programmi televisivi sull’innovazione digitale.

Quello del Digital Champion “è un ruolo che alcuni hanno interpretato in maniera molto passiva per andare a convegni e conferenze, io voglio farlo in maniera molto orizzontale” ha detto Luna a margine dell’inaugurazione della Maker Faire, la fiera europea degli artigiani hi-tech curata dallo stesso Luna insieme al co-fondatore del progetto Arduino, Massimo Banzi.

“Ho aperto il sito digitalchampions.it, al plurale, e voglio nominare 8100 Digital champion, uno in ogni Comune, con una doppia funzione: difendere i cittadini su problemi digitali, come la mancanza di banda larga, e diffondere la cultura” ha affermato Luna. “Negli anni ’60 il boom economico è stato provocato anche dal maestro Manzi, che in tv ha insegnato agli italiani a leggere e a scrivere. Oggi servono nuovi maestri Manzi che insegnino agli italiani i pericoli ma soprattutto le opportunità della Rete”.