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LA DIRETTIVA

Riforma delle Tlc al rush finale, focus Ue su connettività e mercato unico

Oggi l’ok dell’Europarlamento sul Codice delle comunicazioni elettroniche. Obiettivo fibra ottica e 5G per la competitività europea con un mix di regole e incentivi agli investimenti degli operatori telecom e roadmap per la liberazione delle frequenze. Più vincoli per gli Over the top a tutela dei consumatori; taglio ai costi delle chiamate internazionali

14 Nov 2018

Patrizia Licata

giornalista

I negoziati sul Codice delle comunicazioni elettroniche dell’Unione europea, la direttiva che sostituirà l’attuale quadro normativo Ue in materia di telecomunicazioni, si avvicinano alla fase conclusiva con il voto di oggi dell’Europarlamento per l’approvazione finale del testo. Si tratta di uno degli ultimi passi che completano la riforma delle tlc lanciata dalla Commissione europea nel 2015. A giugno è stato raggiunto un accordo tra Parlamento, Commissione e Consiglio e a luglio la commissione Itre ha dato il via libera. Dopo il voto del Parlamento e l’ok degli Stati membro, la pubblicazione del documento nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea dovrebbe avvenire entro la fine dell’anno; i paesi avranno due anni per adottare le disposizioni necessarie all’attuazione della direttiva.

L’Unione europea si sta preparando all’era della connettività ampia e ad altissima velocità, che aprirà la strada a tecnologie di nuova generazione come il 5G, si legge sul sito del Consiglio europeo. Per questo motivo l’Ue sta modificando le norme comuni che disciplinano il settore delle telecomunicazioni.

Tra i pilastri del Codice europeo per le comunicazioni elettroniche ci sono incentivi per gli investimenti in fibra per gli operatori wholesale only e facilitazioni per il co-investimento in reti. E ancora licenze d’uso ventennali per le frequenze. Arriveranno nuove regole per gli over the top ma è previsto anche un taglio dei costi delle chiamate internazionali all’interno della Ue: per la prima volta viene stabilito un tetto di 19 centesimi al minuto e di 6 centesimi per gli sms.

Nel dettaglio, per il mercato telecom le nuove norme hanno l’intenzione di stimolare gli investimenti di rete continuando a tutelare la concorrenza e gli interessi degli utenti finali. Il Codice prevede nuove opportunità per i regolatori nazionali di accedere alle infrastrutture civili e ad elementi essenziali della rete; agevolazioni per il co-investimento nelle reti in fibra; periodi più lunghi di market review per le decisioni regolatorie ex ante (cinque anni anziché tre) per offrire maggiori certezze agli operatori. Al tempo stesso, sarà possibile regolare due operatori di rete dominanti sullo stesso mercato e la Commissione Ue si riserva il diritto di fissare la stessa tariffa di terminazione voce per tutta l’Ue.

Il Codice delle comunicazioni elettroniche fa parte del più ampio pacchetto sulla connettività, proposto dalla Commissione europea nel settembre 2016. L’iniziativa prevede di raggiungere entro il 2025 i seguenti obiettivi: connettività gigabit per i principali motori economici, come le scuole, le medie e grandi imprese e i principali prestatori di servizi pubblici; connettività potenziabile di almeno 100 Mb al secondo per tutte le famiglie europee; copertura 5G per tutte le aree urbane e tutti i principali assi di trasporto terrestre.

Sul 5G i paesi Ue si sono opposti all’ipotesi di cedere parte del controllo sulle aste dello spettro all’Europa. Maggiori progressi sono stati compiuti nell’individuazione delle frequenze da usare per il 5G: 700 MHz (rilascio previsto pergli operatori mobili entro il 2020-22), 3.5 GHz e 26 GHz (rilascio per fine 2020). Ogni paese potrà fissare termini e condizioni per aste e licenze.

Sulla tutela dei consumatori, viene estesa agli Over the top parte della regolazione che oggi riguarda i servizi telecom. Il Codice delle comunicazion elettroniche individua infatti tre tipologie di servizi di comunicazione elettronica soggetti a regulation: servizi di accesso a Internet (in pratica gli Isp); servizi di comunicazione interpersonali (copre anche gli Ott); diffusione di segnali (come nei servizi Tv o M2M). Gli Ott dovranno fornire ai clienti informazioni sulla qualità del servizio offerto, proprio come una telco, e risarcimenti se il servizio erogato non corrisponde a quello garantito.

Il Consiglio europeo ha presentato il Codice delle comunicazioni elettroniche come un elemento importante della Strategia per il mercato unico digitale (Digital single market): si tratta dell’unica iniziativa legislativa che riguarda questa nuova infrastruttura, “necessaria per l’economia digitale e precondizione per la competitività futura dell’Ue”.

La Commissione guidata da Jean-Claude Juncker ha fatto dello sviluppo del Digital single market un pilastro della propria azione politica e mira a completare l’iter del Codice prima della chiusura del mandato, a maggio 2019. Le misure del mercato unico digitale includono le regole semplificate per l’e-commerce transfrontaliero e le misure contro il geoblocking, già approvate. Altre misure più a lungo termine riguardano lo sviluppo di politiche su cloud e AI.

Il risultato atteso del nuovo Codice delle comunicazioni elettroniche è  la rapida e diffusa adozione delle reti di prossima generazione, come le reti Ftth (Fiber to the home) e le tecnologie per le comunicazioni mobili a larga banda (5G). Questa maggiore connettività potrebbe favorire anche la creazione di nuove imprese e nuovi modelli d’impresa ed essere pertanto un fattore propulsivo molto importante per la crescita. Secondo la Commissione europea, se le misure proposte per la diffusione della rete 5G in tutta Europa fossero attuate entro il 2020-2025, i guadagni per l’Ue potrebbero ammontare a una somma stimata a 146,5 miliardi di euro all’anno. Queste misure potrebbero inoltre permettere di creare fino a 2,4 milioni di posti di lavoro.

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