L'Ict italiano in chiaroscuro: +5% fino al 2024, stime al di sotto del potenziale - CorCom

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L’Ict italiano in chiaroscuro: +5% fino al 2024, stime al di sotto del potenziale

Secondo Anitec-Assinform da qui ai prossimi 3 anni l’andamento sarà stabile. Una sorpresa in negativo considerate le previsioni sul Pil nazionale e la spinta alla digital transformation messa in moto dalla pandemia. A zavorrare i dati sono le Tlc. Cloud e Intelligenza artificiale oltre il 20%. Il presidente Marco Gay: “Spinta dal Pnrr”

23 Nov 2021

Federica Meta

Giornalista

Riparte il mercato digitale italiano. Secondo il  rapporto “Il Digitale in Italia 2021” condotto da Anitec-Assinform in collaborazione con NetConsulting, per il comparto è previsto un aumento del 5,5% rispetto al 2020, con segnali positivi per tutti i segmenti tranne i servizi di rete. Ripartono dunque gli investimenti Ict che lo scorso anno avevano fatto registrare una contrazione a causa dell’emergenza pandemica.

Ma l’aumento resta comunque sotto il potenziale che il digitale potrebbe esprimere, tenuto conto delle stime del Pil italiano (+6%) e soprattutto considerata l’accelerazione della digital transformation dovuta alla pandemia.

Entrando nel dettaglio si prevede che il mercato digitale chiuda il 2021 raggiungendo quota 75.410 milioni di euro (+5,5% rispetto al 2020). La crescita maggiore è prevista per il comparto Dispositivi e Sistemi (21.385 milioni di euro, +10,4%), a seguire il settore dei Contenuti e Pubblicità Digitale (13.598 milioni di euro, +8,6%), quello dei Software e Soluzioni ICT (8.116 milioni di euro, +8%) e quello dei Servizi Ict (13.708 milioni di euro, +7,9%). Per i Servizi di Rete è invece previsto un calo (18.604 milioni di euro, -4,1%).

Nel 2022 si prevede un ulteriore apprezzabile aumento del mercato digitale italiano: 79.286 milioni di euro (+5,1% rispetto al 2021). La crescita viene confermata anche per il biennio 2023-2024: +5,5% nel 2023 e +4,9% nel 2024, con un mercato che nel 2024 si prevede intorno agli 87 miliardi di euro.

Si segnala una maggiore dinamicità della componente business (aziende e amministrazioni) rispetto a quella consumer (famiglie). Nell’Industria si prevede una domanda digitale che dovrebbe arrivare a 8.366 milioni di euro nel 2021 (+5,8% rispetto al 2020) e a 10.161 milioni di euro nel 2024. Tra i settori con valori assoluti maggiori, le Banche faranno registrare una domanda digitale pari a 8.478 milioni di euro (+6,1%) che dovrebbe arrivare a quota 9.959 milioni di euro nel 2024. Trasversali tra i vari comparti, i Digital Enabler sono le tecnologie più innovative e quelle caratterizzate da un dinamismo più marcato. Tra quelle che nel periodo 2021-2024 faranno registrare tassi di crescita maggiori si segnalano: Intelligenza Artificiale (crescita media annua del 22%) e Cloud Computing (crescita media annua del 18%).

“Già nei mesi scorsi si era rilevato come la pandemia abbia imposto un’accelerazione della transizione digitale in ogni settore della nostra società: dall’industria alla Pubblica Amministrazione alle interazioni sociali – commenta il presidente di Anitec-Assinform, Marco Gay – Oltre alla consapevolezza del ruolo strategico della tecnologia, ora i dati e le tendenze in corso dimostrano che la crescita del Paese non può che procedere di pari passo ed essere strettamente legata con l’espansione del mercato del digitale”.

Il report rileva inoltre il mercato digitale nel primo semestre del 2021 si è attestato a 36.069 milioni di euro (+5,7% rispetto al primo semestre 2020). In crescita il comparto dei Dispositivi e Sistemi (9.836 milioni di euro, +11,9%), quello dei Software e Soluzioni Ict (3.653 milioni di euro, +8,2%), dei Servizi Ict (6.431 milioni di euro, +8%) e dei Contenuti e Pubblicità Digitale (6.513 milioni di euro, +9,2%). I Servizi di Rete hanno invece registrato un’ulteriore contrazione (9.636 milioni di euro, -4,1%).

L’impatto del Pnrr

Nel Rapporto vengono inoltre delineati due scenari – uno ottimistico e uno pessimistico – per stabilire l’incidenza del Pnrr sulla ulteriore crescita del mercato digitale.

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“L’Italia con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza si gioca oggi la chance di poter recuperare i ritardi accumulati nel tempo e affrontare in maniera sinergica la transizione ambientale ed energetica e quella digitale sfruttando il ruolo strategico delle nuove tecnologie – spiega Marco Gay – Per il nostro mercato, le nuove risorse del Pnrr incideranno complessivamente per 29,2 miliardi nel periodo 2021-2024 (nell’ipotesi più ottimistica che il 100% delle risorse messe a disposizione per il Paese venga sbloccato ed effettivamente utilizzato), ovvero tra gli 8 e i 9 miliardi ogni anno a partire dal 2022, incrementali rispetto a un mercato ‘fisiologico’ tra i 75 e gli 87 miliardi annui”.

La cybersecurity

Il rapporto focalizza l’attenzione sul tema della Cybersecurity. Si registrano infatti attacchi di natura informatica in continua crescita, sia in termini numerici sia per quanto riguarda i danni economici causati a soggetti pubblici e aziende private. Questa tendenza è influenzata dalla diffusione dello smart working e dall’accelerazione della transizione verso il cloud. Di fronte a questi rischi, le aziende hanno cominciato ad attrezzarsi per contrastarli, organizzandosi internamente e adottando particolari misure. Alla luce di tale situazione la spesa complessiva destinata a prodotti e servizi in ambito Cybersecurity si prevede che giunga a 1.393 milioni di euro a fine 2021, con una crescita del 12,4%, più elevata rispetto a quella stimata per il mercato digitale nel suo complesso. Anche nel prossimo triennio ci si attende una dinamica in aumento, con un tasso di crescita medio annuo del 13,1% e una spesa che supererà i 2 miliardi di euro nel 2024. Sul piano normativo e istituzionale si registrano inoltre innovazioni come la recente nascita dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale.

“In questo Rapporto abbiamo deciso di offrire un quadro del mercato della Cybersecurity – sottolinea ancora il presidente di Anitec-Assinform – L’accelerazione della trasformazione digitale ha aumentato significativamente l’esposizione di aziende, enti e individui alle minacce cyber, specialmente laddove non si è avuto modo di pianificare con attenzione questo cambio di paradigma. Nel Rapporto si evidenziano i rischi per l’industria manifatturiera, oggi nel paradigma Industria 4.0, per le infrastrutture pubbliche a servizio di imprese e cittadini. Nuove minacce emergono ogni giorno, con una crescita esponenziale di casi e conseguentemente di investimenti in Cybersecurity. Mettere al riparo reti, sistemi e dati è una priorità urgente, un imperativo, che richiede un approccio consapevole, sistematico e coeso sia a livello nazionale che a livello europeo”.

Il Premio

Nel corso dell’evento è stato consegnato a 4 Istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado il “Premio Nazionale sull’Innovazione Digitale 2021”, promosso da Anitec-Assinform, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e con la partecipazione di imprese, enti e associazioni culturali. Il Progetto fa parte dell’iniziativa strategica “Repubblica Digitale” il cui Manifesto è stato sottoscritto da Anitec-Assinform nel 2019. I premi sono stati selezionati dalla Commissione di Valutazione presieduta da Francesco Profumo (Presidente Fondazione Compagnia di San Paolo) e composta da Anna Brancaccio (Dirigente Ministero dell’Istruzione – Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici e per la Valutazione del Sistema Nazionale di Istruzione), Pier Giorgio Bianchi (Talents Venture), Roberto Costantini (Direttore Summer School & Luiss Hubs), Maria Rita Fiasco (Vice Presidente Anitec-Assinform con delega all’area “Skills per la crescita d’’impresa”) e da Mirta Michilli (Direttore Generale Fondazione Mondo Digitale).

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