Rivoluzione Internet, gli Usa cedono il controllo del "dominio dei domini" - CorCom

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Rivoluzione Internet, gli Usa cedono il controllo del “dominio dei domini”

Approvata dal dipartimento del Commercio Usa la proposta multistakeholder per l’Icann che segna il passaggio di consegne nelle funzioni tecniche di assegnazione dei domini Internet dagli Stati Uniti alla comunità del web

10 Giu 2016

Patrizia Licata

La svolta, annunciata a marzo, è ufficiale: gli Stati Uniti abdicano al controllo dalla gestione dei domini Internet che hanno detenuto finora attraverso l’Icann, affidando la gestione degli indirizzi della Rete alla comunità globale del web.

A questo cambiamento epocale si lavorava da anni ma oggi l’agenzia per le telecomunicazioni e l’informazioni (Ntia, National Telecommunications and Information Administration) del dipartimento del Commercio Usa ha approvato la proposta presentata dalla comunità globale degli stakeholder di Internet sulla transizione che toglierà al governo degli Stati Uniti il ruolo di supervisione o stewardship nelle funzioni tecniche di assegnazione dei domini Internet (le funzioni Dns) che fanno capo allo Iana (Internet Assigned Numbers Authority).

Fin dal 2014 il governo americano ha annunciato l’intenzione di trasferire la supervisione delle funzioni Iana alla comunità del web, chiedendo all‘Icann di convocare le parti interessate provenienti da tutto il mondo per sviluppare una proposta di transizione con cui il ruolo di supervisione delle funzioni Iana passasse alla comunità dei portatori di interesse.

Il governo americano ha approvato la transizione a patto che Internet resti una piattaforma per l’innovazione, la crescita economia e la libera espressione. La Ntia ha chiesto che la proposta della comunità degli stakeholder di Internet abbia vasto appoggio globale e mantenga la natura aperta di Internet: gli Usa si sono da sempre opposti a una soluzione in cui il ruolo guida del governo americano fosse sostituito da una guida affidata a un’altra nazione o a un’organizzazione comunque legata a governi nazionali.

Negli scorsi 18 anni, gli Stati Uniti hanno lavorato con aziende, esperti, governi e rappresentanti della società civile per creare invece questo sistema multistakeholder, guidato dal settore privato, che si occupasse del coordinamento globale del Dns. Nel 1998 la Ntia ha stretto una partnership con l’Icann per avviare la transizione del coordinamento e della gestione delle funzioni Dns al settore privato. Nel 2014, la Ntia ha avviato i passi conclusivi del processo di privatizzazione chiedendo all’Icann di riunire gli stakeholder globali per sviluppare un piano sulla transizione e l’uscita degli Usa dal ruolo guida.

A marzo scorso l’Icann ha presentato la proposta che sostituisce la stewardship finora detenuta dalla Ntia per le funzioni tecniche Dns con accordi diretti tra l’Icann e i clienti. L’Icann ha sempre gestito le funzioni Iana – che coprono i livelli più alti di Internet: Dns, indirizzi Ip e protocolli Internet – ma dietro mandato degli Stati Uniti, ovvero grazie a un contratto assegnato dalla Ntia: ora il contratto della Ntia non serve più e i poteri sono interamente in mano all’Icann e alla comunità globale. La transizione sarà completata a fine settembre 2016: il governo americano perderà così la posizione di controllo diretto detenuta finora e Internet diventerà veramente globale, con l’aspirazione a restare indipendente e neutrale, uno spazio di liibertà supervisionato solo dalla comunità stessa del web.

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