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Ruffinoni (Ntt Data): “Il digitale è il nuovo Umanesimo”

Presentata oggi la nuova business unit interdisciplinare Digital Entity che punta sull’innovazione e mira ad una crescita annuale delle revenue del 30% l’anno. Al lavoro un team composto di tecnici, creativi e manager

20 Nov 2014

Domenico Aliperto

Il nome Ntt Data aveva fatto scalpore in Italia, qualche mese fa, quando fu annunciata la digitalizzazione di 3 mila manoscritti contenuti nella Biblioteca apostolica vaticana. Un investimento da 18 milioni di euro che il big dell’Ict giapponese (75 mila dipendenti in tutto il mondo, 13,5 miliardi di dollari di fatturato, parte di Ntt Group) si è accollato per quattro anni, fornendo tecnologie e professionisti per dare il via a una delicata opera di preservazione di uno dei grandi e delicati patrimoni dell’umanità. In totale sono circa 82mila i volumi contenuti nella biblioteca e il lavoro proseguirà grazie a un progetto di crowdfunding (si può aderire sul sito www.digitavaticana.org), mentre nel frattempo la filiale italiana di Ntt Data cercherà ed elaborerà nuovi modelli per la generazione di revenue in modo da proporre il servizio ad altri istituti pubblici e privati.

Ma non è per fare il punto su quest’impresa il motivo per cui Ntt Data ha convocato la stampa nazionale stamattina a Milano. Si è trattato in primo luogo del debutto di Walter Ruffinoni (nella foto), amministratore delegato della società con alle spalle esperienze in Value team (assorbita nel 2011 dalla multinazionale giapponese), Siebel System e Oracle, che ha esposto criteri e obiettivi con cui il suo staff sta affrontando il mercato tricolore sotto il profilo della fornitura di servizi tecnologici e di consulenza avanzati rivolti soprattutto a telco, banche, retail e fashion.

In secondo luogo, è stata presentata ufficialmente la divisione Digital Entity, una business unit interdisciplinare, formata da profili tecnici, creativi e manageriali, che punta all’innovazione senza se e senza ma. La squadra fattura da sola già 5 milioni di euro e nel prossimo triennio le revenue sono destinate a crescere a colpi di +30% all’anno. Ma andiamo con ordine.

“La logica dell’always on, i servizi a disposizione di consumatori e cittadini e i dispositivi mobile hanno rimesso l’essere umano al centro dell’attenzione delle aziende e della Pubblica amministrazione, che devono calarsi nei suoi fabbisogni e nei suoi desideri”, ha spiegato Ruffinoni. “Credo si possa dire che il digitale ha dato vita a un nuovo Umanesimo. Se non altro perché l’automazione indotta dalla tecnologia restituisce all’uomo il compito di governarla”. Per il numero uno di Ntt Data, le organizzazioni economiche – soprattutto in mercati come quello italiano, dove l’Ict soffre – stanno ancora cercando una strada per imboccare il cambiamento. “Ma il vero cambiamento passa dalla semplicità: una volta definita l’offerta, il dove e il quando ormai sono irrilevanti. Ciò che fa la differenza è la user experience. Ogni proposizione, ogni operazione, ogni transazione deve essere intuitiva e accessibile a chiunque”.

Dire ‘user experience’, si sa, equivale a dire Apple. Ed è sull’esempio di quello che hanno fatto Steve Jobs e Steve Wozniak, ispirandosi alla stesso tipo di organizzazione, che è nata la divisione Digital Entity. “Ma teniamo presenti anche le storie di Amazon, Whatsapp, Arduino. Siamo un gruppo di lavoro multidisciplinare dove collaborano ingegneri, registi, designer, comunicatori, manager”, ha detto Roberto Roggero, head della nuova business unit. “L’obiettivo è dare vita a quello che abbiamo definito ‘smart digital thinker’, una figura capace di elaborare risposte creative a problemi complessi, oppure di proporre approcci nuovi a specifici mercati e clienti. Il nostro mantra? La tecnologia non è una commodity”. Il lavoro così passa dallo sfruttamento dei wearable (Google Glass e Oculus in primis) alla creazione di soluzioni seamless in grado di integrare diversi ambiti tecnologici, specialmente in chiave entertainment e retail, uno dei settori, secondo Roggero, più reattivi alle nuove categorie esperienziali.

Digital Entity può contare su un solido supporto finanziario, visto che Ntt Data investe a livello globale circa 3,5 miliardi di dollari all’anno in ricerca e sviluppo. E il bacino italiano, che comunque è costantemente interconnesso con gli altri centri d’eccellenza sparsi nel mondo, sembra essere uno dei più apprezzati dalla casa madre giapponese. Basti dire che in un contesto in cui colossi dell’informatica mandano a casa centinaia di risorse, Ntt Data ha appena assunto 70 nuovi collaboratori.

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