DIGITAL WOMEN

Safra Catz: “Il gender gap mette a rischio lo sviluppo del business digitale”

Co-ceo di Oracle dal 2014, la manager israeliana è fra le più pagate al mondo. Nel 2015 ha portato a casa uno stipendio di 57 milioni di dollari, ma la sua mission più importante è accendere i riflettori sulla “questione femminile”. “Il settore non potrà prosperare senza l’apporto delle donne”

03 Giu 2016

Mila Fiordalisi

Fra le 20 top executive delle aziende S&P500, l’israeliana Safra Catz è una delle donne più potenti della Silicon Valley. Considerata una delle massime esperte di digital economy al mondo, nel 2015 ha portato a casa uno stipendio di 57 milioni di dollari e negli ultimi cinque anni ha messo a segno oltre 85 operazioni di acquisizioni.

Ma l’israeliana Safra Catz, co-ceo di Oracle da settembre del 2014, dopo una lunga carriera nelle posizioni di vertice dell’azienda a partire dal 1999, punta molto più in alto: la sua “mission” più ambiziosa è accendere i riflettori sulle donne affinché possano farsi strada nel settore delle nuove tecnologie, un settore a prevalenza maschile ma che, a sua detta, non avrà futuro senza l’apporto, fondamentale, del gentil sesso. “Il business e la tecnologia non potranno prosperare senza una maggiore partecipazione delle donne. E non possiamo permetterci che metà della popolazione non abbia potere decisionale”, ha detto in uno speech a Tel Aviv.

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“Quando ero più giovane, non ho capito a fondo la questione femminile: frequentavo classi di matematica avanzata e in genere ero l’unica donna, ma non mi dava fastidio né la consideravo davvero un’anomalia”, ha raccontato. “Ma ora penso che senza la creatività e le attitudini delle donne in molti campi si farà difficoltà a portare avanti le sfide più importanti”.