Multa da 100mila euro per Google: violate le norme sulla pubblicità di giochi e scommesse - CorCom

IL CASO

Multa da 100mila euro per Google: violate le norme sulla pubblicità di giochi e scommesse

La sanzione comminata da Agcom: l’azienda non ha rispettato quanto previsto dal decreto dignità che vieta quel tipo di annunci

22 Ott 2020

F. Me

Agcom multa Google. Il Consiglio dell’Autorità ha comminato una sanzione amministrativa pecuniaria nei confronti della società Google Ireland Limited per la violazione della normativa sul divieto di pubblicità relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, nonché al gioco d’azzardo così come previsto dal “decreto dignità”.

L’Autorità ha rilevato che Google Ireland, titolare del servizio Google Ads (servizio di indicizzazione e promozione di siti web), ha consentito, attraverso il servizio di posizionamento pubblicitario online, la diffusione, dietro pagamento, di link che indirizzano verso determinati siti (landing page), in violazione delle norme di contrasto al disturbo da gioco di azzardo. In particolare, la società, tramite il proprio motore di ricerca www.google.com, ha diffuso l’annuncio a pagamento del sito sublime-casino.com che svolge attività di gioco e scommessa con vincite in denaro.

“L’Autorità ha ritenuto che, in questo caso specifico – spiega una nota Agcom – l’attività posta in essere da Google Ads, al di là dell’onerosità della prestazione resa, non sia in alcun caso qualificabile come servizio di hosting, atteso che l’elemento caratterizzante la prestazione non consiste ‘nell’ospitare’ il messaggio pubblicitario, ma piuttosto nel permetterne la diffusione attraverso diversi siti internet destinatari del messaggio. L’attività di memorizzazione è, infatti, del tutto ancillare e tecnicamente necessaria per la prestazione del servizio principale che è invece finalizzato alla promozione diretta di scommesse e giochi a pagamento, attività espressamente vietata dall’ordinamento nazionale”.

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Per questo motivo alla luce del Regolamento (Ue) 2019/1150 che ritiene sanzionabili anche i fornitori di servizi di indicizzazione stabiliti all’estero che offrono servizi destinati al pubblico italiano, l’Autorità ha sanzionato la violazione.

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