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Sap pronta a una nuova fase di shopping

La società tedesca si prepara ad acquisire altre società. Ma resta prioritario il rinnovamento: “Abbiamo abbassato il ciclo di innovazione a sei mesi”. Obiettivo raggiungere nel 2015 un miliardo di persone con i prodotti di business software

14 Nov 2011

Sap è pronta a fare shopping, in grande. Jim Snabe, co-chief
executive dell’azienda tedesca, ha dichiarato che Sap è in cerca
di nuove, importanti opportunità di acquisizione, a sostegno dei
recenti acquisti di Business Object e Sybase.

“Abbiamo dimostrato per due volte che possiamo comprare in grande
e farlo bene”, dichiara oggi Snabe sul Financial Times. “Con
Business Objects, che abbiamo acquisito un paio di anni fa, siamo
entrati con forza nel settore dell’analytics e oggi siamo un
leader di mercato. L’anno scorso abbiamo comprato Sybase per
portare la tecnologia mobile nel business software. Perciò siamo
in grado di fare acquisizioni di successo e, certamente, siamo
ancora in cerca di opportunità”.

Ma pur non disdegnando nuovi accordi di peso, la priorità di Snabe
resta innovare l’azienda dall’interno: “Possiamo innovare
più velocemente di quanto gli altri possano acquisire. Abbiamo
abbassato il nostro ciclo di innovazione a sei mesi, mentre una
grossa transazione richiede molto più tempo, dai 12 ai 18 mesi”,
afferma Snabe, con una indiretta allusione ad Oracle, rivale numero
uno di Sap, che ha fatto delle acquisizioni il centro della sua
strategia (ha comprato circa 78 aziende negli ultimi sei mesi).

L’anno scorso, quando Snabe e Bill McDermott, il suo co-Ceo,
hanno preso il comando della software company, Sap si è posta
l’obiettivo di raggiungere 1 miliardo di persone con il suo
software entro il 2015. Per farlo, dovrà arrivare a ogni singolo
utente aziendale tenendo conto della “consumerizzazione
dell’It”, che cambia il modo in cui il business software viene
diffuso: i lavoratori tendono a portare le loro tecnologie
personali sul posto di lavoro e si aspettano la stessa facilità
d’uso che hanno sulla Google mail o sull’Apple iPad anche nei
prodotti per il mondo business.

“Le grandi installazioni di software nelle aziende sono pensate
per durare, rappresentano decenni di investimenti e non vengono
facilmente modificate. E’ un mercato che non cresce
velocemente”, commenta Ross MacMillan, analista di Jefferies.
“Nei prossimi anni, se nuovi entranti cominceranno a offrire
versioni poco costose e basate su cloud del software per aziende,
in grado di svolgere le stesse funzioni del software offerto da
Sap, la società tedesca potrebbe trovarsi nei guai. Per questo è
importante che continui a innovare”, conclude MacMillian,
“creando funzionalità che si aggiungono alle piattaforme che i
suoi clienti hanno già installato”.

In molti casi, Sap sta cercando di imparare la lezione di Facebook
e di altre Internet companies (come ha fatto con il suo programma
diagnostico per medici, che ha un look simile a quello del social
network) o anche del successo dei tablet: molti suoi nuovi prodotti
sono disegnati per lo schermo di iPad & co.

Gli analisti sottolineano anche il successo di Hana, una tecnologia
di Sap che permette di analizzare molto velocemente grandi
quantità di informazioni. Clienti come le grandi catene di
supermercati ne stanno considerando l’adozione. Mirko Maier di
Landesbank Baden-Württemberg stima che Hana realizzerà 150
milioni di euro di vendite quest’anno. “E per il 2013 Hana
potrebbe rappresentare il 10% delle entrate dalle licenze, come
minimo. Insomma, una fonte di revenue molto significativa”,
aggiunge l’analista.

Altre iniziative di Sap non crescono però altrettanto rapidamente:
procede a rilento, per esempio, l’offerta cloud della tedesca,
chiamata Design. L’azienda mira a raggiungere quota mille clienti
per fine anno, ma per ora è ferma a 650.

In generale gli investitori sono soddisfatti dai risultati positivi
di Sap e il titolo è cresciuto di quasi il 17% nell’ultimo anno,
conclude il Financial Times, ma con la crisi dei mercati europei,
le incertezze sul business della tedesca restano: “Le innovazioni
sono importanti, ma quanto riusciranno a trainare la crescita?,”
si chiede MacMillan. “Il 50-60% delle attività di Sap fa ancora
riferimento al core business, che verrà probabilmente colpito
dalla crisi economica”.

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