Sassoli e la visione per l’Europa: “Sia leader dell’innovazione” - CorCom

LA SCOMPARSA

Sassoli e la visione per l’Europa: “Sia leader dell’innovazione”

“Ricreare il senso di un progetto in cui tutti gli europei possano riconoscersi”: l’ultimo messaggio del presidente del Parlamento Ue che ha sempre guardato al futuro con speranza e ottimismo facendo leva sulla capacità di riscatto del Vecchio Continente

11 Gen 2022

Mila Fiordalisi

Direttore

L’Europa ha bisogno di un nuovo progetto di speranza. Penso che questo progetto possa essere costruito intorno a tre assi forti, a un triplice desiderio di Europa che sia unanimemente condiviso da tutti gli europei: quello di un’Europa che innova, di un’Europa che protegge e di un’Europa che sia faro”: era il 16 dicembre quando il presidente del Parlamento europeo David Sassoli, scomparso prematuramente, annunciava il “manifesto” per un’Europa del futuro in occasione del via libera all’avvio dei negoziati con i governi sul Digital Markets Act, la proposta di regolamento sui mercati digitali che insieme alla legge sui servizi digitali (Digital Services Act), rappresenta uno dei pilastri portanti del pacchetto digitale presentato dalla Commissione europea a dicembre del 2020.
Quello di cui abbiamo bisogno – diceva Sassoli – è un’innovazione in tutti i settori, un rinnovato senso di creatività, per le nostre istituzioni, per le nostre politiche, per i nostri modi di agire e anche per i nostri stili di vita, poiché è ciò che la transizione ecologica richiede. La Conferenza sul futuro dell’Europa deve aiutarci a trovare percorsi di innovazione possibili per ricreare il senso di un progetto in cui tutti gli europei possano riconoscersi”. Sassoli ha sempre creduto nel “riscatto” dell’Europa in qualità di Continente in grado di innovare e anche di competere ad armi pari con le altre potenze forti dell’innovazione. E, soprattutto, di tracciare la strada futura. “La nostra Unione deve essere la prima a stabilire norme in ambiti cui oggi tutto il mondo guarda, come la regolamentazione dei nuovi settori dell’economia che sono giungle legislative. Lo abbiamo fatto per la protezione dei dati personali, e ora il mondo sta seguendo il nostro esempio. Lo faremo, ed è giunto il momento, per i mercati digitali, per evitare che siano i giganti del web a legiferare al posto dei cittadini”.

Ci si augura che il prossimo presidente del Parlamento Ue possa raccogliere il testimone mantenendo dritta la barra dell’innovazione e della crescita.

Intanto proprio oggi si apprende del via ai negoziati interistituzionali tra Commissione europea, Consiglio Ue e Parlamento europeo sul digital Markets Act (Dma), la proposta di legge avanzata da Bruxelles nel dicembre 2020 per contrastare le pratiche sleali e l’abuso di posizione dominante sui mercati digitali da parte delle Big Tech. “Siamo pienamente mobilitati a finalizzare questo regolamento sotto la presidenza francese insieme al Dsa”, ha commentato in un tweet il commissario Ue al Mercato Interno, Thierry Breton, che ha preso al primo round di colloqui insieme alla vicepresidente Ue, Margrethe Vestager. “Il Parlamento spingerà durante i negoziati del trilogo affinché il Dma diventi davvero lo strumento europeo per porre fine alle pratiche sleali utilizzate dalle più grandi aziende digitali”, ha sottolineato il relatore del Parlamento europeo, Andreas Schwab (Ppe), spiegando che la nuova legge dovrebbe garantire “una maggiore concorrenza e un quadro equo nel mercato unico digitale europeo”.

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