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INNOVAZIONE

Scatta l’ora della logistica 4.0, i droni chiave di volta. Ma l’Italia vuole norme ad hoc

Negli Usa la Federal Aviation Administration è a un passo dal via libera alle consegne tramite i velivoli. E anche in Italia si guarda con interesse alla modalità. Malvestio (presidente del Freight Leaders Council): “Si può ottimizzare l’ultimo miglio, ma il legislatore deve intervenire per accompagnare la trasformazione”

23 Mar 2018

F. Me

Si apre l’era della logistica 4.0 e la rivoluzione sarà all’insegna dei droni. Negli Usa la Federal Aviation Administration (Faa), l’autorità federale per la sicurezza aerea, è a un passo dal dare il via libera alla consegne via drone. La mossa, un assist ad Amazon che da tempo sta lavorando ai mini-velivoli per l’ultimo miglio della propria filiera, sarebbe in linea con gli obiettivi della Casa Bianca che punta ad accelerare per recuperare terreno: in Australia e Uk le sperimentazioni sono già state avviate. I test potrebbero partire da maggio.

E anche in Italia si assiste ad un aumento dell’interesse verso questo tipo di consegne da parte dei player, a patto che il cambiamento sia accompagnato con norme ad hoc.  “L’automazione della supply chain e l’ottimizzazione dell’ultimo miglio possono prendere in considerazione l’uso degli aeromobili a pilotaggio remoto – ha spiegato Antonio Malvestio, Presidente del Freight Leaders Council, l’associazione che riunisce i maggiori operatori logistici in Italia, intervendo a Milano al “Dronitaly” -.  La tecnologia già esiste, i colossi sono molto avanti con le sperimentazioni e in Cina sono già una realtà. Il legislatore deve accompagnare queste innovazioni in grado di risolvere alcune problematiche della logistica”.

Secondo quanto emerge dal Quaderno 26 sulla logistica ai tempi dell’e-Commerce del Freight Leaders Council, le inefficienze logistiche nelle città bruciano 9 miliardi di euro ogni anno, l’equivalente di 0,7 punti di Pil.

E’ in atto una rivoluzione dell’ultimo miglio dovuta alla grande crescita del commercio elettronico: ogni portone sta diventando un punto di consegna, i carichi sono disottimizzati e i furgoni invadono i centri urbani quasi senza sostenibilità ambientale. Un circolo vizioso all’origine della cosiddetta logistica del capriccio, ovvero un sistema che deve trovare il modo di ottimizzare la distribuzione fisica dei pacchi, riducendo i costi e aumentandone la velocità. strutturali che stanno l’intera supply chain.

“In questo contesto – evidenzia Malvestio – la possibilità di usare i droni in alcune situazioni appare interessante. Questa tecnologia può essere molto utile nel processo di automazione dei magazzini, utile per fluidificare e velocizzare i processi. Anche alcune tipologie di consegne potrebbero beneficiare di questa modalità: penso alle zone isolate, difficilmente raggiungibili in alcuni periodi dell’anno oppure ai mini percorsi tra l’hub logistico e i lockers. In generale, vediamo di buon occhio ogni sforzo culturale, tecnologico e di regolazione che aiuti a trovare nuovi modelli di business, più sostenibili per l’ambiente, per le imprese e per i lavoratori”.

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