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IL PROGETTO

Scenografia stampata in 3D, il Teatro dell’Opera apripista

A Roma il primo impianto scenografico interamente “costruito” utilizzando stampanti smart. Wasp partner tecnologico. Il debutto l’8 ottobre per la messa in scena di “Fra Diavolo” di Daniel Auber

09 Ago 2017

F.Me.

Una scenografia di un’opera teatrale stampata in 3D. È la prima volta che accade in Italia: la stampa 3D è stata finora utilizzata per realizzare maschere e componenti d’arredo, mai un impianto scenografico intero. A Roma, invece, il Teatro dell’Opera ci prova in vista della messa in scena di “Fra Diavolo” di Daniel Auber, l’8 ottobre 2017, e in replica fino al 21. Partner tecnologico del progetto è Wasp.

I lavori sono iniziati a metà aprile e sono terminati in luglio, con il passaggio delle componenti scenografiche al Teatro romano. L’impresa è cominciata con la consegna, da parte dello scenografo, di un modello 3D raffigurante due edifici storici deformati, due grandi facciate con finestre e terrazzi, simili a un quadro di Dalì: la percezione deformata della realtà è un elemento centrale dell’opera, che necessariamente si rispecchia anche nella sua struttura scenografica. Il regista, sostenuto dal sovrintendente dell’Opera di Roma, Carlo Fuortes, che ripone grande fiducia nell’utilizzo della stampa 3D per lo studio e l’allestimento scenografico, ha dunque scelto la stampa 3D come mezzo per ottenere al meglio il risultato desiderato.

Il modello 3D si presentava come un blocco unitario, ed è stato necessario suddividerlo in 223 pezzi che potessero rientrare nelle dimensioni di stampa della DeltaWasp 3MT, ovvero un cilindro di 1 metro x 1 metro. Il materiale utilizzato è Pla colorato di pigmento bianco. Per affrontare il lavoro, il team Wasp ha costruito 5 stampanti, utilizzate a pieno ritmo durante questi tre mesi nel nuovo capannone dove è stato realizzato questo progetto dalle dimensioni fuori dal comune.

La sfida maggiore è stata dettata dai tempi. Grazie alla pianificazione del lavoro e alla velocità delle macchine Wasp il risultato è arrivato senza particolari problemi alla scadenza prestabilita: a metà luglio il capannone era interamente riempito dai pezzi dell’allestimento stesi a terra, pronti per il trasporto a Roma.

Nella capitale, all’interno degli spazi del Teatro dell’Opera, le componenti sono state assemblate e fissate su una struttura portante in legno. Qualche piccola imprecisione non ha influito sulla resa finale, anzi, ha enfatizzato il carattere artigianale, e speciale, del lavoro, che il regista ha accolto con grande soddisfazione. È stata una prova, un esperimento, e un traguardo raggiunto con successo, che potrebbe aprire la strada a nuove future collaborazioni tra il settore teatrale e la stampa 3D.

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