AUTOMOTIVE

Self driving car, inizia l’era dei sensori “low cost”

Ad aprire la strada è la tedesca Bosch, che ha messo a punto una soluzione laser a basso costo. Obiettivo: favorire lo sviluppo e la rapida diffusione delle nuove tecnologie per la guida autonoma

03 Gen 2020

Antonio Dini

Al Ces di Las Vegas, che inizierà tra pochi giorni, la tedesca Bosch è intenzionata a rivoluzionare il settore della componentistica avanzata per le self driving car, riportando l’innovazione dentro il perimetro delle aziende che tradizionalmente si occupano di questo mercato.

Bosch ha infatti anticipato di voler presentare a Las Vegas un sensore ottico lidar sviluppato internamente, che viene utilizzato come sistema di riconoscimento digitale che permette di generare una vista tridimensionale della strada per migliorare il funzionamento dei meccanismi di guida autonoma delle auto elettriche di nuova concezione. La principale novità, oltre alla bontà della soluzione tecnologica che i tedeschi ritengono di aver raggiunto, sta nel prezzo, che è sostanzialmente più basso di quello dei sensori lidar sviluppati sino ad ora.

I sensori lidar (acronimo che sta per Laser Imaging Detection and Ranging) è una tecnica di rilevamento a distanza che permette di determinare la posizione di un oggetto o di una superficie utilizzando un impulso laser. È un settore ancora nuovo e in cui vengono presentate differenti versioni di questi apparecchi, che sono oltretutto molto costosi. Gli attuali livelli di prezzo ne rendono infatti possibile l’uso solo per autovetture a guida autonoma di lusso. La soluzione sviluppata da Bosch, oltre ad avere un costo sostanzialmente più basso, lavorerà come avviene per questo tipo di apparecchi in maniera congiunta anche con un sistema radar e di videocamere ottiche su frequenze differenti.

Sino a questo momento le principali innovazioni per il segmento dei sistemi lidar era venuto da alcune delle numerose startup che stanno lavorando per accelerare lo sviluppo di questa tecnologia. Nessuna di queste però era riuscita sinora a svilupparne una variante che fosse efficiente e anche economicamente sostenibile per un mercato di automobili di fascia medio-bassa. Secondo Bosch invece è quello che l’azienda è riuscita a fare adesso.

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I lidar sono passati da una prima implementazione meccanicamente complessa (delle piccole antenne a forma di pale rotanti sul tetto delle automobili, simili a vecchi radar) ad apparecchi compatti e composti da un pezzo solo, che possono essere montati in qualunque parte dell’automobile. Attualmente vengono venduti in piccole quantità a circa 10mila dollari, ma secondo gli analisti, una volta che sarà possibile una produzione di massa con tecnologie paragonabili a quelle promesse da Bosch, il prezzo dovrà scendere almeno a 200 dollari a lotto.

Bosch non ha fornito una tempistica per la produzione, un prezzo finale o i dettagli delle tecnologie utilizzate nello specifico, indicando però che durante il Ces verranno fornite maggiori informazioni.

Sul mercato i sistemi lidar vengono utilizzati per sviluppare auto a guida autonoma da Waymo (Alphabet/Google), General Motors e Ford. Apple starebbe valutando la tecnologia mentre sia Nissan che Tesla non utilizzando la tecnologia citandone i costi elevati e le capacità limitate. Lo scorso aprile Elon Musk ha dichiarato che il lidar è “una soluzione folle”, e che chi si basa su questa tecnologia per sviluppare un sistema di guida autonoma è “condannato al fallimento”. Tesla utilizza un mix di radar a corto raggio e videocamere per il sistema visivo del suo software di guida parzialmente autonoma utilizzato dalle sue auto.

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