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Semantica: l’italiana Expert System sfida Google

Il gruppo modenese si lancia sui mercati internazionali forte del sistema Cogito che permette di estrarre valore dai dati grazie a un avanzato motore di ricerca. Il ceo Spaggiari: “Sempre reinvestito in R&S: ora la partita si gioca anche negli Usa”

23 Mar 2014

Maurizio di Lucchio

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Chi l’ha detto che le imprese italiane non possono competere alla pari (o quasi) con giganti come Google, Ibm e Microsoft? La dimostrazione del fatto che i Davide tricolore, a colpi di innovazione, possono sfidare i vari Golia del pianeta senza complessi di inferiorità arriva da Expert System, un’azienda di Modena specializzata in tecnologie semantiche. I motivi per indicare questa società emiliana nata nel 1989 come esempio di eccellenza made in Italy sono almeno due. Il primo è che la compagnia, grazie ai suoi software di ricerca per aziende, è già annoverata tra le maggiori protagoniste globali del settore. Tanto per dare l’idea, Gartner, la multinazionale della consulenza nel settore IT, nel 2013 ha inserito Expert System nel Magic quadrant delle 15 società più importanti del mondo per quanto riguarda l’enterprise search insieme a colossi come BigG e Oracle.

Il secondo elemento che testimonia la brillantezza di Expert System è di carattere finanziario: il 18 febbraio ha messo a segno la maggiore quotazione di sempre su Aim Italia, il mercato di Borsa Italiana dedicato alle Pmi con grandi potenzialità di crescita, raccogliendo 17,1 milioni di euro e raggiungendo una capitalizzazione post Ipo di 39,5 milioni. Il primo prezzo è stato di 2,04 euro ad azione, con un rialzo del 13% rispetto al collocamento (1,80 euro). E anche a inizio marzo, a una decina di giorni dal debutto, il titolo viaggiava intorno a quota 2 euro. Lo sbarco in Borsa è avvenuto proprio per sostenere meglio il processo di espansione in ambito internazionale.

“L’idea è scaturita dalla necessità di raccogliere risorse per ampliare la nostra presenza all’estero, dove già abbiamo verificato che possiamo competere alla pari con molti concorrenti – spiega il ceo Stefano Spaggiari -. Essendo maturato il mercato di riferimento, quello dei big data, abbiamo pensato che fosse il momento giusto per investire. E abbiamo scelto di quotarci perché era l’opzione che garantiva più visibilità”.

Il sistema con cui il gruppo modenese (130 dipendenti circa, fatturato 2013 di oltre 13 milioni di euro, +20% rispetto all’anno precedente) sta sfidando i mercati internazionali è Cogito, una piattaforma che si basa su un avanzato motore di analisi semantica per comprendere il significato dei testi e gestire i big data. Come le più innovative tecnologie del settore, non sono le parole chiave il parametro utilizzato ma i concetti: Cogito ne contiene più di un milione, mentre le relazioni tra concetti arrivano a quota 4 milioni.

I prodotti equipaggiati con questo software, disponibili in varie lingue, permettono di fare ricerca semantica e in linguaggio naturale, elaborare categorizzazioni automatiche, estrarre dati e metadati e trasformare tutto il volume massiccio di informazioni in conoscenza direttamente utilizzabile per il proprio business. “La nostra tecnologia ha un’applicabilità molto orizzontale perché in quest’epoca tutti hanno bisogno di trattare grandi moli di informazioni – continua l’ad -. In Italia stiamo puntando molto sul settore finanziario, che si sta mostrando particolarmente ricettivo. Mentre nel mercato più importante, gli Usa (dove Expert System ha due uffici, più un terzo della controllata AdmantX, ndr), i comparti su cui stiamo crescendo di più sono l’oil & gas, il farmaceutico e quello dei media”. Non a caso, tra i clienti dell’azienda ci sono grandi gruppi come Shell, Eni, Chevron, Nbc e la stessa Microsoft.

Per arrivare a questi livelli, secondo Spaggiari, l’unico segreto è l’innovazione: “Abbiamo fatto ricerca e sviluppo dal primo giorno, anche quando si potevano tirare i remi in barca e ‘spremere’ i prodotti di maggior successo. Noi invece abbiamo reinvestito continuamente in nuove tecnologie. Ed è per questo che ora osiamo giocarcela anche nella tana del lupo, ovvero negli Stati Uniti e nel mondo anglosassone”.

Oltre a un team interno per la ricerca, a cui lavorano una quindicina di persone, Expert System ha puntato anche sull’open innovation. Ha deciso infatti di coinvolgere un incubatore (di cui non è stato rivelato il nome) per far sperimentare la piattaforma ad alcune startup e trovare nuove possibili applicazioni. “Molti anni fa – conclude il ceo – siamo stati una startup anche noi e avremmo apprezzato che qualcuno ci avesse dato una mano”.

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