Separare Openreach da BT: l'Ofcom avvia la consultazione - CorCom

IL PROCEDIMENTO

Separare Openreach da BT: l’Ofcom avvia la consultazione

L’aurorità britannica vuole capire se lo spin off può rafforzare la concorrenza nel mercato e fornire maggiori benefici agli utenti finali

16 Lug 2015

E.L.

Ofcom, l’autorità di vigilanza britannica del settore delle telecomunicazioni, ha avviato una consultazione pubblica sulla possibile separazione di Openreach dall’ex monopolista BT. L’autorità punta in particolare a capire se la separazione andrà a rafforzare la concorrenza nel mercato o fornirà maggiori benefici agli utenti finali in particolare dopo i timori emersi sulle performance operative della società di gestione della rete di telefonia fissa nazionale.

L’Office of Communications (Ofcom) ha deciso di avviare la consultazione dopo aver completato la prima fase della sua analisi sulle comunicazioni digitali, che si è concentrata in particolar modo sulla competizione e se quest’ultima sta fornendo benefici a consumatori e aziende. “La rete di BT si è evoluta negli ultimi anni, con le linee in fibra ottica che corrono sempre più vicine ai domicili dei clienti. Ciò potrebbe richiedere modelli differenti di competizione rispetto a quelli che funzionavano con la tradizionale rete di telecomunicazioni in rame”, ha precisato l’Ofcom. L’autorità ritiene che i clienti britannici otterranno servizi migliori a prezzi inferiori con un numero sufficiente di operatori effettivi. L’analisi prende in considerazione le implicazioni per il Regno Unito dei trend internazionali relativi al consolidamento del settore.

L’Ofcom raccoglierà punti di vista e testimonianze in vista di futuri approcci normativi entro l’8 ottobre.

Per Matthew Howett, analista di Ovum la consultazione rappresenta “un’opportunità per il regolatore di considerare adeguatamente l’impatto che i servizi Ott stanno avendo sul settore a livello di concorrenza e se questo impatto giustificherà un’ulteriore deregolamentazione dei mercati delle comunicazioni tradizionali”.

“Da quando player come Skype e WhatsApp sono arrivati ​​sulla scena e gareggiato con le telco tradizionali sui ricavi – spiega l’esperto – le autorità di regolamentazione sono state in qualche modo impedite nella loro capacità di reagire e, di certo, non hanno risposto nel modo in cui aziende di telecomunicazioni avrebbero voluto. È qui che l’attenzione di Ofcom si dovrebbe concentrare .

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