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Servizi cloud scaccia-crisi: 150 miliardi di revenue nel 2014

I mercati maturi guideranno la crescita dei prossimi cinque anni e in Europa la leadership sarà britannica

30 Giu 2010

I servizi del cloud computing sono un mercato in forte espansione:
crescita assicurata almeno per altri cinque anni, con una forte
leadership dei mercati maturi. Le entrate, a livello globale,
toccheranno i 68,3 miliardi di dollari alla fine del 2010, con un
incremento del 16,6% rispetto al 2009 (58,6 miliardi di dollari),
secondo la società di ricerche Gartner, per arrivare a 148,8
miliardi nel 2014.

"Stiamo osservando un’accelerazione nell’adozione del
cloud computing e dei servizi cloud tra le aziende", afferma
Ben Pring, research vice president di Gartner. "Le
implementazioni raggiungono scale sempre più ampie e i contratti
di grandi dimensioni sono ormai comuni. I manager It cominciano a
integrare il cloud nelle loro strategie e le aziende più
innovative riflettono sul nuovo volto che le loro operazioni It
assumeranno in un mondo in cui i servizi cloud peseranno sempre di
più. Si tratta di un cambio di mentalità rispetto a quanto
osservavamo anche solo un anno fa”.

Gartner stima che, nel corso dei prossimi cinque anni, le aziende
spenderanno 112 miliardi di dollari complessivamente su tre
tecnologie specifiche: software as a service (SaaS), platform as a
service (PaaS) e infrastructure as a service (IaaS).

"Oggi le idee al centro del cloud computing — come il pay
for use o l’esternalizzazione dei servizi – sono accettate come
parte del nuovo trend nell’It”, nota Pring. "In parte,
ciò si spiega tramite fattori macroeconomici: la turbolenza
finanziaria degli ultimi 18 mesi ha spinto le aziende a passare
severamente al vaglio ogni spesa. Una soluzione It che permette di
svolgere un’attività con una costi minori e maggiore
flessibilità (il tempo è denaro) non può passare
inosservata”.

Inoltre, secondo Pring, il cloud computing è maturato a
sufficienza da rispondere in modo efficace alle esigenze delle
aziende eliminando le problematiche poste dai tradizionali
mastodontici gruppi It in-house.

All’accelerazione dell’adozione del cloud computing
corrisponderà un aumento dell’attività dei provider e della
spinta sul lato dell’offerta. I mercati del Nord America e
dell’Europa sono i più vasti dal punto di vista geografico e
continueranno ad avere il peso maggiore nei prossimi cinque anni,
anche se altre aree del mondo vivranno interessanti trend di
crescita, secondo Gartner.

Gli Usa hanno rappresentato (in termini di revenue) nel 2009 il 60%
del mercato mondiale dei servizi cloud e saranno il 58% nel 2010,
ma nel 2014 la loro quota scenderà al 50%, perché altri Paesi o
regioni (ma sempre tra i mercati più sviluppati) accresceranno di
molto la loro adozione. L’Europa occidentale rappresenterà il
23,8% delle revenue nel 2010, il Giappone il 10%. Nel 2014, la Gran
Bretagna arriverà a pesare per il 29% del mercato complessivo, e
il Giappone salirà al 12%.

Tra le aziende che abbracceranno per prime e con maggior
convinzione il cloud computing, ci sono quelle dei servizi
finanziari e della manifattura. Anche le telecom e le società
high-tech usano in volumi crescenti i servizi sulla nuvola, e la PA
comincia a mostrarsi interessata.

Pring fa tuttavia notare che, anche se l'attenzione verso il
cloud computing è aumentato, molte aziende restano timorose sui
prodotti e i servizi che risiedono sulla nuvola. Le preoccupazioni
maggiori riguadano la sicurezza, ma anche la disponibilità dei
servizi o la loro maturità. “Molte aziende non sono convinte che
il cloud computing possa rispondere alle loro necessità”, nota
l’analista. "I player It devono saper trasformare la propria
offerta per attrarre anche questo pubblico di indecisi”.