Servizi digitali, cresce lo spread Roma-Berlino - CorCom

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Servizi digitali, cresce lo spread Roma-Berlino

La distanza dei servizi digitali che ci separa dalla città tedesca è da anni ben superiore ai mille punti base, che condanna l’Italia al default competitivo. Ma ci sono delle eccezioni: l’Inail una best practice nazionale

21 Lug 2014

Edoardo Narduzzi

Inutile esperire impossibili tentativi per giustificare lo stato terzomondista della qualità dei processi della pubblica amministrazione italiana.

La distanza dei servizi digitali che separa Roma da Berlino è il vero spread, da anni ben superiore ai 1000 punti base, che condanna l’Italia al default competitivo. Una Pubblica amministrazione pensata e gestita per essere un sovranumerario stipendificio e senza alcuna capacità di produrre miglioramenti nella produttività è ormai insostenibile per i parametri dell’eurozona.

Per questa ragione vanno salutate positivamente le rarissime occasioni che segnalano una concreta strategia innovativa da parte della macchina pubblica in materia di impiego delle tecnologie dell’informazione. La Relazione annuale dell’Inail, presentata alla Camera dei Deputati lo scorso 9 luglio, ne contiene una davvero meritevole di citazione.

“Nel 2013 l’Inail ha avviato il piano di cambiamento della struttura organizzativa. Il cambiamento di denominazione e di ruolo della Direzione Servizi informativi e telecomunicazioni è emblematico. Abbiamo tentato con la nuova denominazione Organizzazione digitale di dare il messaggio che oggi l’organizzazione, e quella dell’Inail in particolare – per essere efficace – si deve fare con consapevolezza informatica; che c’è urgenza di ridisegnare i processi del lavoro amministrativo e tecnico su base tecnologica, conoscendo però la tecnologia per ben utilizzarla; che per decidere e tener sotto controllo gli esiti delle decisioni – per eventualmente correggerle – bisogna garantire la qualità dei dati e l’accesso veloce alle informazioni; che c’è bisogno di controllo continuo, e indipendente dalla tecnostruttura, sulla formalizzazione e sulla compliance dei processi; e che le tecniche di controllo non possono più essere quelle della cultura burocratica tradizionale”.

Inail non soltanto ha creato una Organizzazione digitale con la missione di presidiare tutti i processi end-to-end, ma ha avviato quella che si potrebbe definire una rivoluzione culturale per una Pubblica amministrazione pietrificata dalla cultura giuridico-sindacalese della norma come fondamento dell’organizzazione.

L’informatica al centro dell’organizzazione dell’Inail significa che i processi si adattano e vengono disegnati dalla tecnologia e non più il contrario. In questo semplice, sottile snodo di prospettiva organizzativa si nasconde l’oceano che separa un’organizzazione pensata per essere reattiva ai cambiamenti esterni da una incatenata ai suoi sistemi legacy.

La nuova Inail è più vicina a Berlino che non a Roma e a Mario Draghi piacerebbe sicuramente moltissimo.

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