Servizi mobili, 4G e Cina riportano il segno più sul mercato globale - CorCom

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Servizi mobili, 4G e Cina riportano il segno più sul mercato globale

Strategy Analytics: timida crescita (0,1%) dopo quattro trimestri in calo. Bene anche l’Europa. Il 4G “catalizzatore” della ripresa, ma per difendere l’Arpu occorrono i piani dati “shared” sul modello Usa

18 Dic 2015

Patrizia Licata

Buone notizie per le telco: le entrate dai servizi mobili sono tornate a crescere, su scala globale, nel terzo trimestre dell’anno dopo quattro trimestri consecutivi di flessione. A rilevarlo sono gli ultimi dati di Strategy Analytics: la ripresa in Cina e la spinta fornita dall’adozione del 4G hanno aiutato a rivitalizzare le revenues mondiali permettendo di mettere a segno un risultato col segno più, pur se ancora molto timido, visto che la crescita si ferma allo 0,1% anno su anno nel periodo luglio-settembre.

Nonostante sia la Cina a dare la spinta decisiva alla risalita delle performance globali, e la macro-area Medio Oriente e Africa abbia messo a segno il tasso di crescita più alto (+2,7%), grazie alle ottime prestazioni dei servizi dati e voce in Sud Africa, altre regioni vedono migliorare i loro trend, tra cui l’Europa. Male invece le revenues in America Centrale e Latina, con un calo del 6,9% nel terzo trimestre, soprattutto a causa dell’andamento negativo in Venezuela (senza i dati venezuelani, la flessione dell’America del Sud sarebbe limitata a -0,2%).

Strategy Analytics rileva anche che il traffico dati mobile globale è aumentato del 71% anno su anno nel terzo trimestre del 2015 e che i dati non-sms rappresentano il 43% delle entrate da servizi.

“Il 4G resta un importante catalizzatore per la crescita delle revenues e per la ripresa sul mercato mobile“, sottolinea Phil Kendall, Executive Director delle Wireless Operator Strategies di Stategy Analytics. “Migliorando l’esperienza di rete su device con schermi sempre più gandi, gli operatori vedono crescere il traffico dati e le entrate”. Tuttavia, mantenere alto l’Arpu anche nel 4G è difficile, sottolinea la società di ricerche, che consiglia agli operatori di puntare sugli “shared data plans”, come quelli adottati dalle telco statunitensi, per stabilizzare le entrate e continuare a creare valore.

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