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Servizi online, è scontro Europa-Apple

Gli editori europei fanno quadrato contro le regole che l’azienda sta stringendo intorno al suo store iTunes. Intanto le telco bloccano Skype e Viper

07 Feb 2011

Si scalda lo scontro sulla net neutrality e investe sia il nuovo
mondo delle app sia quello della telefonia. La Apple entra nel
mirino degli editori europei, infuriati per le nuove regole con cui
la società starebbe stringendo intorno al suo store iTunes un
imbuto per le vendite di giornali, riviste e libri.
Parte dall'Enpa, associazione degli editori europei di
quotidiani (5.200 testate quotidiane pubblicate in 23 Paesi
dell' Ue più la Norvegia e la Svizzera), un doppio
"no" alle eventualità che aziende come la Apple
introducano limitazioni ai servizi online per la lettura dei
giornali e all' accesso alle informazioni sugli utenti di
questi servizi.
L' Enpa – a cui aderisce anche la Fieg – è scesa in campo con
una nota in cui chiede che le società fornitrici di servizi
continuino ad assicurare agli abbonati la possibilità di leggere i
quotidiani su iPad e simili '' senza alcuna condizione
restrittiva''.

La presa di posizione dell' Enpa, spiega la stessa
associazione, fa seguito alle indicazioni giunte dalla Apple in
merito all' introduzione di restrizioni sui servizi online. In
particolare, in molti Paesi europei, si ricorda nella nota – in
futuro i consumatori potrebbero avere accesso ai giornali di loro
scelta solo attraverso iTunes e quindi dietro il pagamento di una
commissione.
Inoltre, potrebbero venir meno informazioni sui lettori delle
edizioni online dei quotidiani che gli editori ritengono cruciali
per una buona gestione del loro business.
"L'iPad della Apple e altri strumenti simili – si legge
ancora nella nota – rappresentano una fantastica opportunità di
sviluppo per i giornali nel mondo digitale'' e per questo
''gli editori vogliono poter presentare ai lettori un ampio
ventaglio di offerte allettanti'', compresa la possibilità
per gli abbonati alla versione cartacea di consultare l'
edizione online.

Il vento "net neutrality" investe anche la telefonia.
"Alcuni operatori di telefonia mobile in diversi paesi
Europei, tra cui l’Italia, hanno messo in atto in modo arbitrario
restrizioni contrattuali, tecniche o finanziarie che limitano
quello che gli utenti finali e gli innovatori possono fare online –
fa sapere Skype -. Questi operatori talvolta si schierano
apertamente a favore della neutralità della rete e delle
"libertà della rete", ma la definizione che ne danno
spesso non è in linea con la nuova normativa europea delle
telecomunicazioni o con le aspettative degli utenti e lascia spazio
a numerose limitazioni ed eccezioni. Secondo Skype, questa
situazione, illustrata dai recenti articoli apparsi su alcuni media
italiani, è inaccettabile in quanto essa minaccia
l'innovazione, la scelta dei consumatori e, più in generale,
la loro libertà.

Skype è fermamente convinta che "dovrebbero essere gli utenti
di Internet e nessun altro a scegliere cosa fare online", ha
commentato Jean-Jacques Sahel, Director Government and Regulatory
Affairs, Europe di Skype. "In base alla nuova normativa
dell’Unione Europea sulle telecomunicazioni, il cui recepimento
nelle leggi nazionali è previsto entro maggio 2011, le autorità
devono proteggere ‘le libertà di rete’, compresa la
possibilità per gli utenti finali di accedere ed utilizzare le
applicazioni, i contenuti e i servizi a loro scelta su Internet. In
un momento in cui la capacità delle persone di usare Internet
liberamente in tutto il mondo è più importante che mai, ci
aspettiamo che le autorità in Italia e a Bruxelles diano il buon
esempio, e proteggano i consumatori e gli innovatori come Skype in
concreto – non solo a parole – e il più presto possibile".

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