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LA TECNOLOGIA

Sfida uomo-macchina senza precedenti: il Project Debater di Ibm tiene banco senza colpo ferire

L’esperimento condotto presso il Watson Center dell’azienda ha visto in campo l’israeliano Noa Ovadia in un confronto one-to-one con la “creatura” basata sull’intelligenza artificiale. 10 minuti a testa per confrontarsi su tesi e teorie relative alla possibilità di sovvenzionare l’esplorazione spaziale

20 Giu 2018

Giorgia Pacino

Altro che i soliti comandi da eseguire. L’intelligenza artificiale è ora in grado di confrontarsi con il suo interlocutore, dibattere di temi complessi e portare argomentazioni a sostegno di ciò che dice.

Lo dimostra l’esperimento condotto all’Ibm Watson Center di San Francisco. Un campione di dibattiti in carne e ossa, l’israeliano Noa Ovadia, si è confrontato con il sistema di intelligenza artificiale Ibm Project Debater a suon di dichiarazioni, confutazioni e conclusioni. I due si sono sfidati a partire dall’enunciato “Dobbiamo sovvenzionare l’esplorazione spaziale”. Quattro minuti per sostenere la propria tesi, quattro per controbattere all’avversario, due per una sintesi finale. Al termine dei due interventi, è stato condotto un sondaggio istantaneo tra il pubblico. Ebbene, secondo la maggioranza degli ascoltatori Project Debater ha dimostrato di possedere elementi di conoscenza rilevanti sul tema.

Project Debater è infatti in grado di immagazzinare una mole elevata di informazioni, di costruire un discorso ben strutturato su un tema, di ascoltare il suo interlocutore e di replicare alle obiezioni senza seguire un copione prestabilito. Non a caso è stato messo alla prova anche su un tema su cui non era stato istruito in precedenza: nel secondo dibattito ha sfidato l’esperto Dan Zafrir sulla dichiarazione “Dovremmo aumentare l’uso della telemedicina”. Pur non essendo preparato sulla questione, è riuscito comunque ad argomentare le sue tesi.

Un team di ricerca Ibm globale, guidato dal laboratorio di Haifa in Israele, lavora da sei anni su Project Debater. Lo ha dotato di tre capacità innovative: scrittura ed esposizione di un discorso basato sui dati; ascolto e comprensione attraverso l’identificazione di affermazioni chiave in un discorso lungo e continuo; realizzazione di un grafico di conoscenza unico sui dubbi manifestati dall’uomo per consentire ragionamenti etici. La tecnologia si espanderà ora grazie alle capacità di Ibm Watson, utilizzando le Api di Watson Speech to Text. Contribuirà a migliorare le funzionalità avanzate di dialogo e linguaggio di Watson. Le future tecnologie di Project Debater saranno commercializzate in Ibm Cloud.

Lo scopo non è sfidare l’uomo, ma aiutarlo a prendere decisioni migliori e ben ponderate. L’impiego della AI agevola il ragionamento su questioni che non sono ancora state risolte. Project Debater funziona così da “facilitatore”, per far circolare pensieri, opinioni, punti di vista e arrivare a una sintesi efficace. Un “thinker” al servizio di pensatori in carne e ossa.

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