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IL CASO

Sfruttamento di studenti-lavoratori in Cina, Apple indaga

L’indagine a seguito della denuncia avanzata dall’organizzazione per i diritti civili, Sacom, al fornitore di Cupertino Quanta Computer. Nel mirino il presunto sfruttamento di stagisti costretti agli straordinari e la violazione della normativa sul lavoro di Pechino

29 Ott 2018

Apple sta “investigando con urgenza” su uno dei suoi fornitori attivi in Cina nella produzione dell’Apple Watch. Lo riporta il Financial Times, citando il gruppo a tutela dei diritti civili Sacom che in un report punta il dito contro Quanta Computer. La società taiwanese avrebbe usato illegalmente studenti all’interno della catena di montaggio del dispositivo attiva nella città di Chongqing.

Sacom ha dichiarato di aver intervistato a settembre 28 studenti delle scuole superiori che la scorsa estate hanno cominciato degli stage in Quanta Computer. Secondo le testimonianze, l’impegno richiesto dall’azienda sarebbe lo stesso di quello dei dipendenti comuni assunti a tempo pieno: turni di notte, dalle otto di sera alle otto del mattino e un solo giorno libero a settimana, con in più l’obbligo di straordinari. Una chiara violazione delle leggi cinesi sul lavoro.

Il caso, se confermato, avrebbe un precedente: l’anno scorso furono portate alla luce altre violazioni del genere lungo la supply-chain dell’iPhone, nella fabbrica di Zhengzhou di proprietà di Foxconn. All’epoca sia il colosso cinese sia Apple ammisero che degli studenti avevano fatto degli straordinari, assicurando che la cosa non si sarebbe ripetuta.

Abbiamo tolleranza zero per chi non rispetta i nostri standard, e garantiamo un’azione rapida oltre che un risanamento appropriato”, ha commentato un portavoce di Apple.

Si tratta comunque di casi molto probabilmente destinati a ripetersi in Cina. Tra rallentamento dell’economia, la guerra dei dazi con gli Usa e l’aumento dei diritti salariali dei lavoratori, i margini per le imprese continuano a contrarsi. Nel momento in cui la capacità produttiva deve aumentare in risposta al lancio di nuove referenze – come nel caso in questione – con le leggi sul lavoro attualmente in vigore in Cina, le aziende fanno sempre più fatica a ingaggiare forza lavoro temporanea. Da qui a rivalersi sui contratti di stage il passo è breve.

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