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L'ANALISI

Si apre l’era dell’e-health 4.0, la sfida è sulla gestione dei big data

Strategico per le organizzazioni affinare la governace delle informazioni per facilitare la definizione di politiche in grado di efficientare un settore cruciale per la crescita del Paese. L’analisi di Silvia Barbieri (Assinter)

11 Apr 2018

Silvia Barbieri

Responsabile Relazioni Istituzionali di Assinter Italia

Lavorare nell’innovazione significa avere a che fare con un contesto nel quale il cambiamento è continuo e le novità tecnologiche sono solo uno dei tanti elementi in gioco. Eppure, quando parliamo di innovazione nei servizi ai cittadini  esiste un unico parametro di valutazione dell’efficacia dell’innovazione: il livello di adozione e utilizzo del servizio stesso. Tuttavia, quanto i servizi di sanità digitale sono oggi pensati a partire da un’ottica user-centered, favorendo quindi il loro ampio utilizzo? Fino a che punto l’esperienza dell’utente è tenuta in considerazione? E ancora, come si può, nel processo di progettazione ed erogazione dei servizi sanitari digitali, usare la leva dei Big Data per costruire una governance integrata ed efficace? Si tratta di garantire l’effettiva prevenzione del rischio clinico, tutelando al contempo la privacy attraverso la pseudonimizzazione dei dati.

Temi fondamentali per le società in house le quali, rivestendo un ruolo chiave nella mediazione tra il mondo dei produttori e quello della PA, hanno in carico la negoziazione tra la prospettiva del settore pubblico e l’universo degli sviluppatori di soluzioni. Per questo, Assinter lancia una sfida agli stakeholder volta ad avviare percorsi di co-progettazione dei servizi eHealth e finalizzare la già ricca discussione in materia di Big Data focalizzandola sul nodo del loro effettivo governo ed utilizzo. Sfida che Assinter ha portato avanti negli ultimi mesi in numerosi momenti di confronto pubblico.

A partire dagli Innovation Lab sviluppati già nel 2017 come officine progettuali di metodologie innovative e best solutions per l’eHealth, passando attraverso l’ampia cornice formativa dell’Assinter Academy, con workshop e moduli dedicati alle nuove architetture socio-assistenziali, e arrivando a due iniziative specifiche, in un contesto di rilevanza internazionale quale Exposanità, in programma il 18 e 19 aprile prossimi a Bologna. Del resto, siamo convinti che lo sviluppo di un dibattito, anche in chiave pre-competitiva con il mercato, aiuti ad accantonare gli aspetti tecnologici, finora prevalenti, e a riportare al centro i profili strategici e progettuali.

Oggi, infatti, la sanità digitale rappresenta uno degli ambiti pubblici con più elevato potenziale di crescita. Ciò nonostante, il nostro Paese fino ad ora ha dimostrato di non essere pienamente ricettivo delle profonde trasformazioni legate a tale settore. Basti riflettere sul fatto che nel 2016 solo l’1,1% della spesa sanitaria è stato destinato alla digitalizzazione: l’equivalente di 1,27 miliardi di euro, con un calo del 5% rispetto all’anno precedente. Al contrario, se vogliamo rendere sostenibili i nostri sistemi sanitari, come indicato nell’eHealth Action Plan 2012-2020 della Commissione europea, appare necessario continuare sul percorso delle riforme e dell’inter-operabilità dei sistemi, garantendo a tutti i cittadini di poter accedere ai servizi erogati in modo più smart ed immediato, a partire da un approccio inclusivo degli utenti, sin dalle fasi di progettazione dei servizi stessi.

Su quest’ultimo tema, in particolare, Assinter invita a riflettere in occasione del workshop “Sanità digitale: le vostre soluzioni sono davvero sviluppate per le persone?” in programma il 18 aprile ad Exposanità di Bologna. A confrontarsi saranno sia le società in house che le aziende che sviluppano i servizi. Tra i soci di Assinter esistono esperienze specifiche in Piemonte, Trentino e Veneto che saranno illustrate in occasione del convegno. In particolare Arsenàl.IT racconterà il lavoro di co-progettazione che si sta realizzando in Veneto per lo sviluppo dei nuovi servizi di eHealth. Un cammino che parte dalla consapevolezza che l’innovazione debba integrare tecnologia e aspetti umani, dando priorità ai bisogni della persona-utente. Attualmente Arsenàl.IT sta lavorando con un gruppo di persone, 700 volontari raccolti sotto il nome di “Club Innovatori Sanità km zero”, che partecipa ad attività di vario genere mirate al disegno su misura dei nuovi servizi di sanità digitale legati al Fascicolo Sanitario Elettronico regionale. Un percorso impegnativo di disegno e ridisegno delle soluzioni che sta producendo ottimi risultati, aprendo la strada ad un nuovo modo di concepire i servizi. E tutto ciò con la garanzia che, una volta messi a disposizione, saranno ampiamente utilizzati a partire da chi ha contribuito a disegnarli.

Altra sfida riguarda l’uso dei Big Data in ambito sanitario che è riuscito ad imporsi, nei ultimi anni, quale innovativa frontiera integrata di cure, riscuotendo favori e consensi, grazie alla diffusione di nuovi applicativi tecnologici in grado di migliorare la qualità assistenziale del paziente e generando una vastissima quantità di dati. I Big Data si caratterizzano, infatti, per le tre V: volume, velocità e varietà. Considerata, però, proprio la crescita nel volume dei dati sanitari e la loro eterogeneità, nuove e più efficienti piattaforme di data analytics saranno sempre più necessarie. Uno dei maggiori problemi all’orizzonte è legato, non a caso, al tasso di accumulazione dei dati, che cresce più velocemente delle capacità del sistema di analizzare grandi insiemi di informazioni.

Risulterà, quindi, strategico affinare la Big Data governance, che si occupa di stabilire le politiche e gli scopi dei dati raccolti, e mettere in condizione i decisori pubblici di fornire riposte adeguate alle seguenti domande: Quali sono gli standard di data center e di data management esistenti all’interno dell’azienda? Quali le linee guida in tema di sicurezza e privacy? Chi detiene la proprietà dei dati? Che tipo di gestione integrata e di governance complessiva può essere possibile tra gli erogatori di servizi medici essenziali e i player privati? Anche di questo parleremo a Bologna, il 19 aprile, con un workshop dedicato, organizzato con il supporto scientifico di Cineca.

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