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STUDIO SIA

Sia: pagamenti digitali, l’Italia viaggia a due velocità

Studio Sia: un quarto degli italiani vorrebbe utilizzare in modo ancor più intensivo il denaro elettronico e le forme non-cash. Ma un terzo resta freddo nei confronti dell’e-payment. E il 65% ritiene serva maggiore sicurezza nelle procedure. Semplicità d’uso importante solo per il 25% del campione

15 Ott 2014

Sandro Frigerio

L’Italia dei pagamenti digitali? E’ dipinta come il solito fanalino di coda, e se lo merita se, come dice l’amministratore delegato di Sia, Massimo Arrighetti, delle 12 mila nuove imprese dello scorso anno – sangue fresco insomma , almeno sulla carta – solo il 20% è in rete con un proprio sito e in Italia l’intensità delle operazioni digitali – carte o direttamente online – è un terzo della media europea, un decimo rispetto ai “campioni” del Nord Europa. Eppure, sorpresa, è un’Italia a doppia velocità, con lati scuri e altri splendenti anche sotto quest’aspetto. A indicarlo è la ricerca condotta da Swg, condotta su un campione online di 1000 intervistati presentata dall’amministratore delegato Adrio Maria de Carolis, al Sia Expo Forum 2014. Il 72 per cento degli intervistati riconosce il ritardo digitale del paese, anche e soprattutto nel sistema dei pagamenti. Appare così uno “spaccato” quasi a metà, in cui il 52% privilegia il contante e il 48% il digitale / non cash, anche se poi i comportamenti quotidiani sono variabili.

Soprattutto, la ricerca rivela come un gruppo di “Heavy users”, il 23% degli intervistati, in realtà, vorrebbe pagare molto di più con gli strumenti “immateriali”, a fronte di un gruppo di “low user”, corrispondente al 35% degli intervistati, che pare proprio non ci pensi. Solo il 28,4% dei “Low users” vorrebbe redimersi e pagare più spesso in forma digitale, contro il 78,2% degli Heavy users. Le cause? Da una parte, una popolazione un pochino più anziana, rispetto alla media europea, dall’altra l’atteggiamento culturale e il grado di consapevolezza della possibilità di utilizzo dei pagamenti elettronici. Insomma, se dall’altra parte, cioè da parte di chi riceve i pagamenti, non incentiva l’uso, come purtroppo avviene anche nella sanità e nella pubblica amministrazione, perché stupirsi della refrattarietà degli utenti?

Altro elemento a penalizzare l’adozione di questi strumenti è percepito essere la sicurezza. Anche se, avverte la ricerca, gli “Heavy Users” sono più ottimisti. Acquistare con carta di credito / bancomat in un Negozio è valutato con 7,9 punti di sicurezza su 10 dagli “Heavy” e 6,9 dai “Low. Valori simili per l’acquisto in Internet con PayPal (8,4/6,6), ma si scende quando si passa all’acquisto su Internet con carta di credito (7 / 5,1) o con bonifico bancario (7,6 / 5,7 per i due gruppi).

Ma che cosa gli utenti vorrebbero pagare di più o di meno con il denaro elettronico piuttosto che con il contante? Per operazioni come pagamento di parcheggi (49%), Biglietto Autobus (55%), Ingresso a Museo (44%) il contante resta la forma decisamente preferita. Carta di credito e bancomat sono (entrambi al 66%) gli strumenti preferito al supermercato o in un negozio Con bonifico bancario (32%) si vorrebbe pagare almeno le tasse per il comune, anche se qui appare pure un 12% che indica lo smartphone (che ritroviamo solo con un altro 14% quando si tratta di pagare bollette telefoniche e utenze).

Quanto ai motivi di non utilizzo, in testa sono indicati il timore di furti e abusi (27%), quindi il timore (23%) di perdere il controllo della spesa fatta (il contante quando è finito… è finito); una sfiducia generica nelle forme digitali (21%). Pesano anche l’assenza di un conto corrente (19%) e la scarsa dimestichezza con timore di errori (18%). Il 12% indica la non accettazione di carte e bancomat presso gli esercizi come una ragione di non utilizzo.

Intervenire sulla sicurezza fa parte comunque dei desiderata maggiormente espresso, con in testa (47%) la presenza di un’assicurazione contro le truffe e il 43% che apprezza la comunicazione sul cellulare dell’avvenuto pagamento (43%, ma con forte differenza tra heavy e low users: rispettivamente 48 e 34%. Dulcis in fundo, due terzi del campione (65%) afferma che i nuovi sviluppi dovrebbero privilegiare la sicurezza e solo il 25% esprime l’auspicio di maggiore semplicità. Previsioni: la metà degli intervistati (51%) ritiene che entro 5 anni pagheremo tutto solo con denaro elettronico o sistemi digitali, ma a fronte di un 75% tra gli entusiasti c’è solo il 33% che ci crede tra i “Low Users”. Ma forse, cinque anni sono davvero pochini.

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