L'ACCORDO POLITICO

Sicurezza dei prodotti online: dal 2023 cambiano le regole in Europa

Per i marketplace obbligo di rimozione delle soluzioni pericolose entro due giorni. I produttori dovranno nominare un rappresentante legale. Risarcimenti e possibilità di class action per i consumatori. E le autorità di vigilanza faranno “mystery shopping” per verifiche a campione

Pubblicato il 30 Nov 2022

Patrizia Licata

giornalista

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Arriva l’accordo politico delle istituzioni dell’Ue sul Regolamento generale sulla sicurezza dei prodotti (General product safety regulation, Gpsr), la legge dell’Unione europea che prevede una serie di obblighi di due diligence per i produttori, i venditori e i mercati online che operano nel mercato unico europeo.

Il Gpsr aggiorna l’omonima direttiva del 2001 per allineare le norme dell’Ue in materia di sicurezza dei prodotti allo sviluppo dei mercati online. Il Regolamento si basa sul Digital services act (Dsa) recentemente adottato.

L’accordo di oggi arriva dopo che a luglio il Comitato dei rappresentanti permanenti (Coreper) del Consiglio Ue aveva concordato il mandato per i negoziati con il Parlamento europeo.

Il Parlamento europeo e il Consiglio dell’Unione europea dovranno ora adottare formalmente il testo concordato, il che significa che il regolamento entrerà in vigore tra pochi mesi. Le nuove regole si applicheranno 18 mesi dopo l’entrata in vigore, nel 2024.

Obbligo di rappresentante legale nell’Ue

Il cambiamento più significativo per gli operatori economici è che i produttori che vendono i loro prodotti nell’Ue avranno bisogno di un rappresentante legale nell’Unione e rischieranno di essere citati in giudizio se i loro prodotti non soddisfano i requisiti di sicurezza europei. L’idea è che l’accesso alle vie legali non può essere limitato perché un prodotto è fabbricato fuori dall’Ue.

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Il Gpsr introduce inoltre, per la prima volta in una legge dell’Ue, il principio di una clausola di stay-down sui prodotti illegali. Ciò significa che, se a un venditore viene chiesto di ritirare un prodotto perché non è sicuro, l’ordine si applicherà a tutti i prodotti identici.

Nuove regole per Amazon & co

Per quanto riguarda i mercati online, il Gpsr include precisi obblighi sulla tempestività del ritiro dei prodotti pericolosi. In particolare, colossi del calibro di Amazon e Facebook Marketplace dovranno rispettare un ordine di rimozione entro due giorni.

Queste piattaforme dovranno anche consentire agli utenti di contrassegnare un prodotto che ritengono non sicuro. I mercati online dovranno monitorare e reagire a questo genere di reclami entro tre giorni.

Verifiche random sui prodotti

È stata invece respinta dai rappresentanti del Parlamento e della Commissione Ue la richiesta di alcuni Stati membri di obbligare le piattaforme digitali che agiscono da intermediari tra il produttore e il consumatore a eseguire controlli ex ante prima che i prodotti vengano immessi sui mercati online.

Ai sensi della legge sui servizi digitali Dsa, i mercati online sono tenuti solo a effettuare controlli casuali sui prodotti che sono già sul mercato e in qualunque database. Il Gpsr ha modificato questa disposizione imponendo che questi controlli possano essere effettuati solo all’interno del database del Safety Gate, il sistema più completo a livello di Ue per i prodotti pericolosi non alimentari.

Le tutele per i consumatori

Uno dei cambiamenti previsti dalla Gpsr per migliorare la tutela dei consumatori è che se a un acquirente viene chiesto di fornire informazioni di contatto per finalizzare l’acquisto, quelle informazioni dovranno essere usate anche per informarlo direttamente se un prodotto viene richiamato. Non basterà per i produttori o i venditori pubblicare un avviso sul loro sito web.

Inoltre, la notifica via e-mail dovrà fornire ai consumatori almeno due delle tre opzioni di rimedio: riparazione, sostituzione o rimborso. I rimborsi dovrebbero corrispondere al prezzo di acquisto, ma i consumatori avranno la possibilità di una somma forfettaria se non hanno più la ricevuta.

Il Gpsr ricade inoltre nei casi previsti della direttiva sul ricorso collettivo: gli individui e le organizzazioni dei consumatori potrebbero citare in giudizio i venditori e i mercati online se ritengono che non abbiano fatto tutto il possibile per rispettare gli obblighi di due diligence.

La legislazione include anche ulteriori obblighi di informazione verso il consumatore: ad esempio, le confezioni dei prodotti avranno l’indirizzo e-mail del produttore e i contatti del servizio di assistenza.

La vigilanza delle authority

L’idea del Gprs è che le autorità di sorveglianza del mercato dovranno passare da una postura puramente reattiva a una proattiva.

In particolare, la legislazione impone loro di effettuare sweep coordinati, in cui vengono condotti più controlli contemporaneamente su diversi siti web per identificare le violazioni del diritto dell’Ue, e attività di mystery shopping.  

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