Simonetta Di Pippo a capo delle attività spaziali dell'Onu - CorCom

LA NOMINA

Simonetta Di Pippo a capo delle attività spaziali dell’Onu

L’astrofisica italiana è stata nominata nuovo direttore dell’United Nations Office for Outer Space Affairs. Il commissario Asi, Sandulli: “Elevata competenza e professionalità”

10 Mar 2014

E.L.

L’italiana Simonetta Di Pippo è stata nominata direttore dell’Ufficio delle Nazioni Unite che si occupa di promuovere la cooperazione internazionale nel settore spaziale (Unoosa) e opera principalmente attraverso il Copuos, il comitato dell’Assemblea Generale per gli usi pacifici dello spazio extra-atmosferico con sede a Vienna. Simonetta Di Pippo, prima italiana e prima rappresentante dell’Europa Occidentale a ricoprire questo ruolo dopo una brillante carriera che vanta importanti incarichi nell’Agenzia spaziale italiana ed europea.

L’astrofisica italiana, fino ad oggi responsabile dell’Osservatorio per la politica spaziale europea per l’Agenzia Spaziale Italiana a Bruxelles, ha un percorso di alto prestigio con numerosi incarichi di elevata professionalità. Per tre anni direttore del Volo Umano presso l’Agenzia Spaziale Europea , con funzione di consigliere speciale del Direttore Generale dell’Esa, è oggi anche presidente co-fondatrice dell’associazione internazionale Women in Aerospace Europe (WIA-E).

“La nomina di Simonetta Di Pippo Direttore di Unoosa (United Nations Office for Outer Space Affairs ) rappresenta per l’Italia e per l’Asi un riconoscimento alle competenze e alle eccellenze del nostro Paese nel campo spaziale – sottolinea il commissario straordinario dell’Agenzia Spaziale Italiana, Aldo Sandulli – Siamo particolarmente orgogliosi per questa nomina, che darà ulteriore lustro al nostro Paese e all’Asi. È un incarico di elevata responsabilità a cui la Di Pippo è arrivata grazie alle sue indubbie competenze e alla riconosciuta professionalità .”

Filippo Formica, ambasciatore presso le Nazioni Unite a Vienna, sottolinea che la nomina della Di Pippo “testimonia, una volta di più, che le eccellenze italiane sono fortemente competitive sul piano internazionale”.