Sirti affila le armi: "Ecco il nostro piano per la sfida ultrabroadband" - CorCom

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Sirti affila le armi: “Ecco il nostro piano per la sfida ultrabroadband”

José Mir spiega a Corcom come l’azienda si è organizzata per fare fronte al picco di ordinativi legato alla realizzazione delle nuove reti. Maxi piano di formazione delle risorse: “Abbiamo una squadra di 3.000 persone e molte ‘migreranno’ sulle attività di network”

03 Lug 2017

Mila Fiordalisi

“La banda ultralarga porterà grandi vantaggi al nostro Paese. La rete in fibra è necessaria e offrirà tante opportunità che non ha nemmeno senso immaginarle ora. Ma di sicuro molti utenti potranno accedere a servizi, come quelli di entertainment 2.0, non supportati dalla rete attuale, e finalmente anche le Pmi avranno gli strumenti per poter competere e allinearsi ai livelli internazionali”. Questa la vision di José Mir, vice president Innovation & Business Development di Sirti, azienda storica nel settore delle Tlc italiane e pronta ad affrontare le nuove sfide. Sfide si cui si dibatterà in occasione dell’EY Capri Digital Summit 2017. “Lo scenario è più che positivo. Ci siamo lamentati per anni del fatto che non si investiva abbastanza, ora qualcuno si lamenta dei troppi ordinativi. È vero che ci sono delle oggettive difficoltà a stare dietro alle commesse crescenti, ma si tratta comunque di una notizia positiva!”

Mir, avrete un bel da fare.

Molte aziende, come la nostra, dovranno fare i conti con grossi volumi e trasformare inevitabilmente il proprio modello di business. Negli anni passati ci si concentrava su come ridurre i costi il più possibile, oggi la sfida è come impiegare il personale nel modo giusto, adeguando le competenze alla rinnovata domanda di mercato. Se in passato il grosso delle attività si concentrava sulla manutenzione e aggiustamenti “cosmetici” oggi torna a concentrarsi sulla realizzazione delle reti. Quindi serve una squadra in grado di fare fronte a un “picco” che, a volerlo quantificare, durerà quattro anni, con una lunga coda per arrivare a sette anni. Per Sirti creare la nuova infrastruttura significa essere capaci di gestire il fattore di scala per un aumento di volumi significativo, fino a 3 volte quelli attuali.

Come farete ad affrontare le nuove sfide sul fronte delle competenze delle risorse?

Abbiamo una squadra di 3.000 persone, molte delle quali “migreranno” verso le attività legate alla realizzazione delle nuove reti. Servono specialisti in lavori civili, nella posa e l’infilaggio dei cavi, e nella giunzione della fibra ottica, per fare qualche esempio. E bisogna fare i conti anche con le peculiarità delle reti: ogni cliente fa praticamente caso a sé, non c’è una rete uguale all’altra. Sirti ha istituito una scuola interna sia per la riconversione del personale che per facilitare la formazione dei nuovi assunti. In questo processo stiamo strutturando la capacità di far fronte ai carichi di lavoro previsti e stiamo cercando di “traguardare” la curva degli investimenti. La trasformazione sarà coadiuvata da una serie di metodologie innovative già presenti in azienda, come ad esempio una knowledge base distribuita e tutor virtuali che garantisco una disponibilità continua di competenze per l’erogazione di servizi evoluti in tutti i punti del territorio dove è presente la nostra Field Operations.

Cosa accadrà una volta esaurita la fase di picco?

Ad oggi oltre il 25% del nostro fatturato riguarda le attività dell’UBB e prevediamo un’ulteriore crescita negli anni a venire. Dopo il picco sarà necessaria un’ulteriore riconversione per far fronte al nuovo mercato. Bisogna adattarsi di volta in volta se si vuole tenere testa in un contesto sempre più mutevole. Sirti sta lavorando da tempo ad un ampio progetto di diversificazione della value proposition in modo da poter cogliere tutte le opportunità di business che si presenteranno con la disponibilità della nuova infrastruttura. Gli investimenti che faremo oggi saranno funzionali all’ecosistema di domani.

La sinergia fra energia e Tlc si fa sempre più stretta. Siete stati antesignani in questo senso. Cosa può raccontarci?

Abbiamo abbracciato da subito l’idea di fare sinergie su infrastrutture appartenenti a diversi verticali di servizio (elettricità, acqua, illuminazione, ecc.). Il concetto di riuso delle infrastrutture rappresenta per noi un paradigma che stiamo inseguendo già da lungo tempo e che riteniamo possa portare grandi vantaggi in termini di contenimento dei costi complessivi di realizzazione delle reti. A tale proposito abbiamo di recente dato vita al Consorzio SAI – Sirti Alliance for Infrastructures con l’intento di istituire una casa comune per tutte quelle aziende che possono contribuire a progetti che richiedono competenze multi settore. In particolare crediamo molto nella convergenza energia-tlc, tanto da aver acquisito quest’anno una società del comparto energetico ad oggi denominata Sirti Energia. Questa operazione dimostra il nostro impegno a volerci focalizzare su questo ambito e rafforzare le competenze specialistiche necessarie a gestire le sfide imposte dalle reti di nuova generazione.

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