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LA VERTENZA

Sistri, i lavoratori Selex SeMa: “Azienda e ministero facciano chiarezza”

L’azienda annuncia di voler interrompere il contratto sul programma per la tracciabilità dei rifiuti il 30 novembre. Il ministero vuole la proroga di un anno. E i sindacati proclamano lo sciopero: “A pagare non possono essere i dipendenti”

21 Nov 2014

Antonello Salerno

I sindacati dei lavoratori di Selex service management proclamano 4 ore di sciopero per martedì 25 novembre, a partire dalle 8:30, e convocano un presidio davanti ai cancelli dell’azienda. Intanto la società ha annunciato di non voler proseguire con la commessa per la gestione del Sistri, il sistema elettronico di monitoraggio del ciclo dei rifiuti, oltre la scadenza del 30 novembre pattuita con il ministero dell’Ambiente. “La scadenza del contratto Sistri è sempre più vicina – si legge in una nota congiunta di Fim Cisl e Fiom Cgil – e Selex Service Management non ha ritirato la la lettera con cui ha comunicato alla fine di luglio al ministero l’intenzione di non proseguire la propria attività nell’ambito del programma oltre la scadenza contrattuale del 30 novembre. SelexES e Selex Service Management – hanno scelto di non incontrare le rappresentanze sindacali entro la metà di novembre come si erano invece impegnate a fare. Nessun riscontro è giunto dai Ministeri competenti e dalla Presidenza del Consiglio a seguito della richiesta di incontro inviata”.

“Il progetto Sistri era nato su una base di 400mila utenti, ma in un secondo momento il Governo ha variato le norme, togliendo l’obbligatorietà e riducendo la platea dei clienti a 70mila utenti – afferma Fabrizio Potetti, coordinatore nazionale Fiom Cgil per Selex Sema – Considerato le norme cambiate e il contenzioso in atto tra il ministero e Finmeccanica, con l’azienda che minaccia di interrompere il servizio il 30 novembre e il Governo che vuole prorogarlo in attesa di una nuova gara, in mezzo ci sono i lavoratori, che rischiano di non avere più attività, o di essere impiegati nel frattempo in una parte minima delle persone. Pare che nella migliore delle ipotesi si dovrà procedere a ranghi ridotti, con il rischio di dover ricorrere agli ammortizzatori sociali in tempi brevi. Per questo vogliamo che la discussione sul futuro dei lavoratori si apra subito, e non a ridosso della cassa integrazione”.

“Il progetto era partito con l’obiettivo di affrontare le questioni del controllo del flusso dei rifiuti e il tema della ecomafie, e indirettamente diventava un potente sistema per combattere l’evasione fiscale – afferma Michele Zanocco, segretario nazionale Fim Cisl – Ma nel corso del tempo ha subito una serie di ridimensionamenti e di stop, frutto delle pressioni delle lobby che non vogliono che si verifichi come circolano i rifiuti e temono di vedere scoperte potenziali evasioni fiscali. Pressioni che evidentemente hanno avuto la meglio”. “Il Governo intanto ha prorogato il servizio al 31 dicembre 2015, mentre l’azienda annuncia di non voler proseguire oltre la scadenza originaria del 30 novembre, tra meno di 10 giorni. Ad aggravare la situazione c’è il fatto che l’azienda vanta crediti cospicui, e potrebbe essere costretta a lavorare in perdita per ancora un anno, e a ranghi ridotti, con la platea dei clienti notevolmente ridimensionata. La Selex è costretta a ricapitalizzare SeMa da quattro anni, e a fronte di crediti per 260 milioni di euro ne ha ricevuti finora 29”.

“Non possiamo consentire che a pagare per il contenzioso in atto siano i 105 lavoratori di Sema e i circa 80 lavoratori somministrati, che pure hanno alte competenze specifiche e hanno messo in piedi un sistema che funziona, e che potrebbe essere migliorato. Mi auguro che il fatto che nessuno ci voglia ricevere sia il risultato dei colloqui in corso tra il ministero e l’azienda, e mi auguro che si trovi al più presto una soluzione. Intanto i lavoratori hanno tutto il diritto di sapere cosa sta succedendo e quel sarà il loro futuro. Allo stesso tempo vogliamo che Selex si faccia pienamente carico dei lavoratori di SeMa, e ne usi appieno le competenze, partecipando anche alla prossima gara, allo stesso livello degli altri concorrenti”.

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