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LA CLASSIFICA

Skype e Snapchat, allarme privacy. Amnesty: “I messaggi non sono sicuri”

Le due “app” in coda alla classifica sulla tutela della libertà di espressione. Promosse a pieni voti Facebook Messenger e WhatsApp

21 Ott 2016

Patrizia Licata

Snapchat e Microsoft Skype bocciate in materia di protezione della privacy: le conversazioni su questi servizi di messaggistica non sono sicure. La denuncia arriva da Amnesty International, che ha stilato una classifica di 11 aziende produttrici delle più popolari applicazioni di messaggistica istantanea dando una valutazione di come proteggono sicurezza e riservatezza, tutelano la libertà di espressione e offrono agli utenti un’informativa trasparente.

“Chi pensa che i servizi di messaggistica istantanea siano privati, si sbaglia di grosso”, ha dichiarato Sherif Elsayed-Ali, direttore del programma Tecnologia e diritti umani di Amnesty International. “Le nostre comunicazioni sono sotto la costante minaccia della cyber-criminalità e dello spionaggio di Stato. Sono soprattutto i giovani, i più inclini a condividere fotografie e informazioni personali su app come Snapchat, i più a rischio”.

Secondo Sherif Elsayed-Ali, spetterebbe alle aziende rispondere alle minacce nei confronti della privacy e della libertà di espressione dei loro utenti, invece molte restano indietro nelle più basilari protezioni. “Milioni di persone stanno usando app di messaggistica che negano persino la minima protezione della privacy“, denuncia Sherif Elsayed-Ali.

Peggio di tutti fa l’azienda cinese Tencent, che si colloca all’ultimo posto della classifica (con zero punti su 100): per Amnesty è il provider meno attento a proteggere la privacy nella messaggistica e anche l’azienda meno trasparente. E’ seguita da Blackberry e Snapchat, rispettivamente con 20 e 26 punti. Nonostante il suo dichiarato forte impegno in favore dei diritti umani – rileva AmnestyMicrosoft si ferma a 40 punti perché il suo sistema di crittografia è giudicato troppo debole. E, aggiunge la ricerca, nessuna di queste quattro aziende mette a disposizione un servizio di crittografia end-to-end per le comunicazioni degli utenti.

Quali sono invece i servizi di messaggistica più sicuri dal punto di vista della protezione della privacy e della libertà di espressione? Sono quelli che hanno implementato la crittografia end-to-end e al primo posto della classifica Amnesty c’è Facebook Messenger e WhatsApp (73 punti su 100), seguita da Apple iMessage e Facetime (67) a pari merito con Telegram Messenger (67), e poi da Google Allo, Duo e Hangouts (53). Quindi si va sotto la sufficienza: Line (47), Viber Media (47), Kakao (40), Microsoft Skype (40), Snapchat (26), Blackberry (20), Tencent (0 punti su 100).

Su Snapchat il dossier di Amnesty è chiaro: “Pur avendo dichiarato un forte impegno per la 
privacy, non protegge abbastanza quella dei suoi utenti. Non ha un sistema di crittografia 
end-to-end e non è trasparente nell’informare i suoi utenti 
sulle minacce ai loro diritti umani o sull’uso della 
crittografia“. 
Facebook al contrario è l’azienda che usa
 maggiormente la crittografia e la più trasparente, anche se preoccupa l’accesso che il social network ha ai dati di Messenger e WhatsApp. Apple è solo seconda perché, a detta di Amnesty, “dovrebbe fare di più per informare 
gli utenti che i loro messaggi via sms sono meno sicuri di 
quelli inviati tramite iMessage e dovrebbe adottare un 
protocollo di crittografia più aperto per consentire verifiche indipendenti”. 


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