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GIUSTIZIA DIGITALE

Slitta il processo telematico amministrativo, tutti gli effetti sul cittadino

Il governo ha rinviato a gennaio 2017 l’avvio del progetto. L’avvocato Michele Gorga spiega l’impatto sul sistema giudiziario italiano e sui diritti

04 Lug 2016

Michele Gorga, avvocato

Il Consiglio dei ministri, ha rinviato al 1 gennaio 2017 l’avvio del processo amministrativo telematico per garantirne la continuità atteso che la modalità telematica imponeva l’adeguamento di alcune norme del Codice di Procedura Amministrativa e delle relative norme di attuazione che avrebbero provocato disservizi, in particolare in materia di autentica di attestazione di conformità all’originale cartaceo delle copie informatiche depositate telematicamente.

Il Diritto amministrativo che già vive un momento storico difficile perché è considerato il luogo del bizantinismo, delle complicazioni e della corruzione è molto criticato perché non funzionale alla “celerità” del processo economico tanto che si è giunti persino a teorizzare l’abolizione dei TAR e del Consiglio di Stato. Quello che non vede oggi la classe politica è che il diritto amministrativo è in una fase di grande evoluzione e con esso è in grande evoluzione lo stesso processo amministrativo che viene ancora rinviato.

Nella genesi del diritto e della giurisdizione, il processo amministrativo aveva lo scopo di preservare gli atti del sovrano, dai giudici del diritto comune, ossia dal potere giurisdizionale, uno dei tre poteri fondamentali dello Stato. In un solo secolo il processo di diritto amministrativo ha invertito la rotta è oggi si configura come ultimo momento di difesa del del cittadino, quindi della sovranità del popolo, nei confronti degli abusi da parte della pubblica amministrazione e dei pubblici poteri. L’attuale metodo di selezione dell’ establishment, ossia dell’ insieme, largamente minoritario, dei detentori del potere economico, politico e burocratico tutto rivolto a mantenere lo Status-quo, la spinta all’innovazione può avvenire solo dall’interpretazione costituzionalmente orientata dei diritti individuali e collettivi da parte della giurisdizione ordinaria e amministrativa sempre più digitalizzata.

Approvato, invece, il decreto legislativo relativo al Codice di giustizia contabile adottato ai sensi dell’articolo 20 della legge 7 agosto 2015, n. 124, nel quale troviamo disposizioni processuali per tutte le tipologie di giudizi che si svolgono davanti alla Corte dei conti, dai più noti giudizi di responsabilità erariale, ai giudizi di conto, a quelli sanzionatori e pensionistici. Non solo una raccolta organica e sistematizzazione delle norme esistenti ma un articolato che contiene significativi elementi di novità, soprattutto sul fronte dei giudizi di responsabilità per danno erariale. Recepimento dei principi del “giusto processo” e, in particolare, quello della parità delle parti, precondizione per l’informatizzazione di quello che sul modello del PCT sarà il Processo telematico contabile.

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