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SMART CITY. Città a costo zero. Si può con la leva IT

Oltre 60 città e12 protocolli strategici: il programma Smarter Cities di Ibm rappresenta un osservatorio privilegiato per valutare l’impatto delle tecnologie nella costruzione della “città intelligente”

17 Ott 2011

l programma Smarter Cities di Ibm entra nel terzo anno dopo aver
toccato più di 60 città in tutta Italia, siglando 12 protocolli
strategici, avviato progetti di innovazione e consolidata una
comunità di circa 40 città in partnership con Forum PA.
Questo osservatorio privilegiato ci consente alcune considerazioni,
prima fra tutte che non esiste “la soluzione” e non vi è “la
città più intelligente”: il contesto non solo è complesso, ma
subisce costanti evoluzioni. Pertanto è necessario di volta in
volta sapere interpretare le esigenze del presente, coniugando una
vista sul futuro, ascoltare i bisogni dei cittadini e al contempo
ottimizzare risorse economiche limitate.
Offrire di più, in termini di qualità e personalizzazione, con
meno: questa è la grande sfida delle città italiane e non solo.
Ci siamo quindi concentrati per capire come l’IT potesse venire
incontro a questa situazione, avviando un processo di innovazione
capace di ripagarsi in tempi brevi, intervenendo in modo
prioritario in aree critiche capaci di liberare risorse: elusioni
ed evasioni, per recuperare denaro; gestione degli asset, perché
identificare il patrimonio, le sue caratteristiche, gestirlo e
manutenerlo correttamente può significativamente abbattere i
costi; sviluppo di nuovi servizi, ritagliati sulle caratteristiche
della città per generare nuove entrate.
Si tratta quindi di “penetrare” in una città e capire come
bilanciare le 3 leve. In questo modo si può pensare di
“costruire” una città “a costo zero” in piena ottemperanza
al nuovo Cad, che pone tra gli obiettivi quello del raggiungimento
di maggiore efficienza per indirizzare le risorse recuperate in
meritocrazia (70%) e innovazione (30%). Ma come detto, ciò non
basta, è necessario saper anche guardare ai fenomeni che si stanno
manifestando e che già tracciano la rotta di nuovi cambiamenti. La
città sta divenendo uno spazio più ampio rispetto ai meri confini
dell’amministrazione comunale lasciando il passo al Sistema
Urbano. Lo sviluppo urbano e territoriale del nostro paese
testimonia la coesistenza di modelli insediativi plurimi e
variegati. Ci troviamo di fronte a fenomeni che rappresentano
un’unica realtà complessa: grandi inurbamenti e periferie
svuotate; consolidamento di poli urbani derivanti da aggregazioni
di entità territoriali multiple; nuove città definite “città
territorio”, che emergono non solo da crisi economiche ma anche
da crisi ambientali e dai rischi naturali (esondazioni, squilibri
idrogeologici, terremoti).
Le aree metropolitane sperimentano un forte deficit
infrastrutturale, in particolare per quanto concerne la mobilità,
non solo urbana (aeroporti, alta velocità), il degrado di ampi
quartieri nelle periferie storiche, le trasformazioni dei modelli
abitativi. I sistemi di città piccole e medie richiedono invece di
essere meglio strutturati nella loro articolazione multiregionale,
rafforzando le relazioni di complementarità e sinergia tra i
singoli centri e le connessioni con le reti globali (es.
infrastrutture di trasporto). Inoltre, le distruzioni causate da
calamità naturali hanno posto in evidenza che uscire da questo
tipo di crisi richiede criteri di ricostruzioni sovraordinari alla
dimensione fisica degli insediamenti o alla riattivazione dei
processi produttivi poiché investe soprattutto significati
simbolici attinenti alla ricostruzione di un’identità collettiva
devastata e dispersa. La complessità è determinata dalla
concertazione di diversi interlocutori sia pubblici che privati, e
dalla difficoltà di identificare un “perimetro” definito.
In questo contesto, le nuove tecnologie di rete e virtualizzazione
(dal virtual desktop, virtual teller, al cloud) riescono a
svincolarsi dal limite fisico e garantire la gestione della
complessità ottimizzando le risorse a disposizione.
Centrale, nel sistema urbano, è la “governance”, ovvero la
capacità di seguire a livello territoriale come le indicazioni
vengano interpretate e tradotte in servizio per il cittadino. A
supporto della governance si collocano tutti quei sistemi o motori
di intelligence in grado di misurare, interpretare, pianificare e
anticipare i fenomeni, come l’Ibm Intelligent Operations Center
for Smarter Cities, nuova soluzione studiata per aiutare le città,
di ogni dimensione, ad ottenere una visione complessiva delle
informazioni dislocate nei diversi dipartimenti e nelle agenzie che
lavorano per la città stessa.
Grazie all’applicazione di modelli analitici avanzati ai processi
delle attività amministrative locali – gestiti attraverso un unico
punto di comando centrale – le città saranno in grado di prevedere
problemi, rispondere a situazioni di crisi e gestire al meglio le
risorse.

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