Smart city, l'ecosistema Huawei si fa strada nelle città e nelle comunità italiane - CorCom

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Smart city, l’ecosistema Huawei si fa strada nelle città e nelle comunità italiane

Dalle iniziative per la sanità digitale a quelle per la didattica a distanza passando per progetti creati ad hoc per rispondere alle esigenze dei territori. Lo Smart City Tour un’occasione di diffusione del digitale dal Nord al Sud del Paese

14 Dic 2020

Didattica e lavoro a distanza, termo-tecnologie per uso medico, assistenza sanitaria basata su IA e telemedicina che copre distanze chilometriche. Questi sono alcuni degli elementi del mondo intelligente di domani, come evidenziato da Huawei durante il suo Smart City Tour, tenutosi in giro per l’Italia nei mesi di ottobre e novembre.

Huawei ritorna con il suo roadshow dedicato alla tecnologia, richiamando strutture pubbliche, ricercatori, investitori, funzionari governativi ed esperti con la finalità di discutere le tecnologie del futuro. Quest’anno, data la pandemia da Covid-19, lo Smart City Tour si è presentato ovviamente in una veste d’eccezione: non solo in termini di modalità di svolgimento, ma anche in riferimento alle soluzioni oggetto di dibattito.

Considerando gli sconvolgimenti pandemici nel modo in cui lavoriamo, apprendiamo e viviamo, nonché la conseguente accelerazione del trend mondiale verso la digitalizzazione, lo Smart City Tour si è articolato in sette eventi online interattivi, per un totale di 12 ore di contenuti in live streaming a cui hanno partecipato circa 60 relatori e più di 4000 utenti. Compiendo un viaggio in diverse regioni d’Italia, il tour ha acceso i riflettori sulle innovazioni vantaggiose per ciascuna area, con particolare interesse verso una svolta smart dei settori sanitario e didattico.

Smart City Tour, da Nord a Sud e ritorno

In ciascuna regione, i leader locali sono stati invitati a parlare delle sfide specifiche della regione stessa e delle sue città; Huawei ha presentato gli ecosistemi tecnologici che rendono concreta l’ipotesi di una nuova “smart city”; le aziende hanno fornito casi di studio sull’implementazione effettiva delle soluzioni correlate. Si sono svolte anche sessioni di domande e risposte in cui i relatori hanno affrontato temi chiave sulla digital economy e su come essa potrebbe rivoluzionare la quotidianità.

Partendo da Milano, il tour ha discusso le modalità con cui la nuova tecnologia potrebbe supportare la ripresa della regione economicamente più produttiva d’Italia. Tra i momenti chiave, l’intervento del Ceo di Huawei Italia, Thomas Miao, che ha illustrato i passaggi necessari per realizzare un’Italia intelligente. Successivamente, nella tappa di Roma, il tour si è concentrato sulle soluzioni utili a consentire alla città più popolosa d’Italia di tornare alla vita di tutti i giorni.

Dirigendosi a sud, il tour ha acceso i riflettori sulle piattaforme smart destinate ai settori sanitario e didattico e necessarie per rilanciare l’economia nel sud-est d’Italia, includendo nella discussione le esigenze peculiari di un’economia basata su piccole e medie imprese e la possibilità di costruire sistemi sanitari sicuri e resilienti.

Constatato l‘emergere del sud-ovest d’Italia come nuovo hub della digital innovation, la tappa del tour a Napoli ha incluso un intervento di Eduardo Perone, Vice Presidente di Business Development WEU Huawei Technologies, su progetti condivisi e una discussione su come le scuole debbano incorporare “nuove” digital skill nei loro curricula.

Abbandonando la terraferma, il tour si è spostato prima a Palermo, per un dialogo sul futuro sviluppo sostenibile in Sicilia, poi a Cagliari, dove il dibattito si è concentrato sulla trasformazione dell’intera isola in una “smart region”, supportata da un ampio spettro di tecnologie e partner.

Infine, il tour è tornato a nord, con una tappa conclusiva nel nord-est finalizzata a trarre conclusioni su come i cittadini ridisegneranno le loro abitudini di vita e di lavoro all’interno di città sempre più intelligenti.

Sistemi sanitari a prova di futuro

Durante tutto il tour, Huawei ha condiviso le conoscenze acquisite nel 2020, a partire dalla prima esperienza di Covid-19 in Cina, riassumibili nella constatazione che la tecnologia aiuta a connettere e proteggere le vite. Testualmente: “La tecnologia è uno strumento che ci permetterà di vincere questa lunga battaglia contro la diffusione del virus evitando di doverlo combattere in carne e ossa”. Ma non si tratta solo di combattere il Coronavirus oggi: si tratta di realizzare infrastrutture che ci consentano di vincere le sfide di domani.

Le soluzioni Huawei sono già di supporto alla trasformazione smart dei sistemi sanitari di tutto il mondo. Fra i contributi dell’azienda, spicca Huawei Cloud, che fornisce piattaforme cloud e IoT affidabili e sicure alle strutture sanitarie, in modo che esse possano trasmettere rapidamente e facilmente cartelle cliniche e immagini ovunque sia necessario. Inoltre, Huawei è pioniera nella sperimentazione di servizi basati sull’intelligenza artificiale (IA): rilevamento del genoma virale, identificazione di farmaci antivirali mediante simulazioni al computer e Tac assistita dall’IA.

L’obiettivo finale è creare un “ospedale digitale”: un ospedale, cioè, che non confini i propri servizi al campus, ma utilizzi una piattaforma condivisa, collaborativa e mobile per fornire cure mediche a distanza, offrendo diagnosi e consulenza tramite servizi di telemedicina e consentendo persino a reparti dislocati in tutto il mondo di condividere le proprie conoscenze mediche. Nella pratica, questo sta già accadendo tra l’ospedale Cotugno di Napoli e l’ospedale Zhongshan di Shanghai, grazie alle soluzioni di videoconferenza e cloud installate da Huawei e da un partner cloud locale.

La rete Agile di Huawei per gli ospedali digitali fornisce una soluzione a tutti i livelli. Il personale dispone di un accesso ibrido sia cablato che wireless, i pazienti sono connessi senza problemi ai servizi ospedalieri (sia locali che remoti) e l’infrastruttura dati robusta e ad alta velocità consente alle strutture di archiviare e analizzare un’enorme quantità di dati.

Didattica sicura e veloce

Nel frattempo, nel sud Italia, Huawei sta sperimentando la sua soluzione di smart education: un ecosistema digitale hardware e software volto a garantire a studenti e docenti la migliore esperienza possibile, indipendentemente dalla loro posizione o dalle esigenze individuali.

Ciò accade in due modi. Innanzitutto, abilitando l’insegnamento online in modo che la didattica non si arresti anche nei periodi di lockdown. La rete Agile di Huawei può connettere un’aula principale, un’aula secondaria, dormitori e postazioni remote senza interruzioni, in modo che gli studenti siano nella condizione di accedere ad alta velocità alle lezioni anche quando si trovano in un’area con un’elevata densità di utenti, ad esempio in un complesso studentesco.

In secondo luogo, Huawei sostiene la creazione di “smart campus”, che offrano non solo una connessione ottica onnipresente ma anche analisi in tempo reale sull’utilizzo e le richieste dei dati, misure di sicurezza non invasive come le telecamere a scansione termica che agiscano come sistema di allarme sanitario precoce e “smart building” aggiornati costantemente per ottimizzare il consumo energetico, la sicurezza e la connettività.

Le nuove tecnologie sono indubbiamente la forza trainante di questi cambiamenti, tuttavia una “smart city” degna di questa definizione deve combinare queste tecnologie nel modo giusto, creando un ecosistema completo in cui le soluzioni digitali lavorino all’unisono per proteggere e supportare i cittadini. Nello Smart City Tour, l’Italia ha potuto intravedere una smart city in azione e anche la sensazione che non sia troppo lontana dal diventare una realtà universale.

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