Cittadini al centro delle nuove città intelligenti: le ricette dei Comuni - CorCom

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Cittadini al centro delle nuove città intelligenti: le ricette dei Comuni

ICityLab: partecipazione e accessibilità totale dei dati in testa all’agenda delle amministrazioni. Ecco come investimenti e politica possono convergere per dare nuovo slancio alla polis

26 Ott 2016

Il cittadino al centro delle politiche pubbliche? Si può fare, oggi. Che le tecnologie offrano gli strumenti per attuare un mantra antico come la polis è un assioma su cui concordano gli amministratori convenuti a iCityLab. Ma come? Ecco cosa propone Roberta Cocco assessore Trasformazione digitale del Comune di Milano: “Tre assi:. fornire informazioni a tutti: sia che si tratti di residenti o pendolari o ancora partecipanti attivi nella città metropolitana. Deve avere tutto a suo disposizione, dalla mostra al livello di traffico. Secondo asse i servizi: nelle mie deleghe ho i servizi civici che secondo me sono il front end di tutto quello che posso fare con l’infrastruttura tecnologica. Nessuno deve conoscere che tipo d’infrastruttura abbiamo, ma tutti devono beneficiare dei servizi che diamo. Terzo asse la partecipazione: l’assessore Lorenzo Lipparini ha la delega agli open data e alla partecipazione. Sarà lui il nostro portavoce su questi temi, io ho il dovere di offrirgli le piattaforme affinché i cittadini possano essere veramente una voce in grado di parlare con tutta la città”.

Una città “semplice e aperta verso chi le tecnologie le conosce un po’ meno” è uno degli obiettivi di Flavia Marzano, assessore Roma semplice. “Noi non abbiamo problemi a fare biglietti online – dice l’assessora – a usare Spid, a usare la banca online. Ma un italiano su tre tra i 15 e i 70 anni, e non solo l’anziano né l’extracomunitario, non è mai entrato in rete. A Roma significa 900 mila abitanti, non va bene. Io devo poter lavorare anche per loro e questo faremo: la prima delibera che abbiamo fatto i primi di agosto parla proprio di questo, li abbiamo chiamati punti Roma facile, ovvero spazi sul territorio in cui potremo chiedere a associazioni, imprese, banche, municipi, biblioteche, a tutte queste realtà di dedicarci un’ora a settimana, con una persona che noi formeremo. In modo che che questo 3% di cittadini romani che non è in grado di iscrivere online suo figlio a scuola possa andare lì a quel giorno, a quell’ora, in un punto sul territorio per poter imparare. Perché la tecnologia è il futuro di domani”.

Siracusa ha “piegato” il suo progetto Urbact (per lo sviluppo innovativo e sostenibile in campo economico, sociale e urbanistico) su un modello cittadino-centrico: “Lo abbiamo realizzato – dice Valeria Troia Assessore all’Innovazione e Smart City di Siracusa – partendo dalle periferie, da quell’investimento su cui comunque a livello nazionale si sta investendo. Oggi città intelligente non è soltanto quella che si dota di tecnologia, ma che riesce a veicolare processi circolari dove effettivamente i cittadini sono al centro”.

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