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IL REPORT

“Rivoluzione” smart city: per i cittadini 125 ore risparmiate ogni anno

Intel e Juniper Research quantificano il tempo restituito grazie ai servizi connessi. Ecco la classifica delle migliori città intelligenti su scala globale: al top Singapore, Londra, New York, San Francisco e Chicago. Nessuna città europea nelle prime posizioni

12 Mar 2018

Antonello Salerno

Una smart city che funziona correttamente è in grado di “restituire” a propri abitanti 125 ore del loro tempo ogni anno: sono quelle che si risparmierebbero evitando il traffico, godendo di una rete di servizi di trasporto pubblico più razionale, trovando e pagando parcheggio grazie allo smartphone, riducendo le attese per ogni genere di servizio, compresa la sanità. E’ quanto emerge dallo studio realizzato da Juniper Research e commissionato da Intel, che stila la classifica globale delle venti città intelligenti più tecnologicamente avanzate, dove vengono presi in considerazione parametri come l’utilizzo dell’Internet of Things e quindi dei sensori, dei contatori e dei sistemi d’illuminazione connessi, o la raccolta e l’analisi dei dati per migliorare le prestazioni delle infrastrutture e dei servizi per il pubblico.

In testa al ranking non compaiono città dell’Unione europea, e le prime cinque posizioni sono occupate da Singapore, Londra, New York, San Francisco e Chicago.

“Spesso gli analisti focalizzano la propria attenzione sulle tecnologie – spiega Windsor Holden, a capo delle previsioni e delle consulenze in Juniper Research – mentre è più difficile scoprire quali siano i vantaggi tangibili per i cittadini. Ma le comunità, i servizi e i processi municipali connessi hanno un impatto forte sulla qualità della vita delle persone”.

Tornando alla classifica, per stilarla i ricercatori hanno preso in considerazione quattro aree: mobilità, healthcare, sicurezza pubblica e produttività.

Scendendo un po’ nel dettaglio, Singapore si è classificata al primo posto per utilizzo dell’Internet of Things, dei servizi per la smart mobility e per la sicurezza, mentre Londra è in testa per l’healthcare e la produttività.

“Le città sono motori di attività economica e c’è bisogno che diventino sempre più resilienti e interattive – sottolinea Sameer Sharma, general manager globale delle soluzioni IoT per le smart city in Intel – la collaborazione tra istituzioni, privati, startup, produttori di device e di software, sta creando degli ecosistemi di smart city che aiuteranno i cittadini e contribuiranno al rispetto dell’ambiente”.

Tra le tecnologie più interessanti adottate nei centri che si sono classificati ai piani alti della classifica, nel campo della mobilità la ricerca segnala l’utilizzo di infrastrutture Iot per il traffico intelligente, la sicurezza delle strade e l’assistenza e il pagamento per i parcheggi, che possono “restituire” a ogni cittadino circa 60 ore ogni anno.

Quanto alla salute, lo studio evidenzia che le smart city con servizi digitali connessi nel campo della salute possono giocare un ruolo significativo nel creare efficienza, per un risparmio annuo di circa dieci ore. Questo al di là dei benefici diretti sulla salute. Come nel caso degli wearable per monitorare la pressione del sangue, la tolleranza al dolore, e la temperatura, per aiutare le persone che soffrono di malattie croniche a monitorare la propria situazione di salute senza che sia necessaria l’ospedalizzazione.

Antonello Salerno

Professionista dal 2000, dopo la laurea in Filologia italiana e il biennio 1998-2000 all'Ifg di Urbino. Ho iniziato a Italia Radio (gruppo Espresso-La Repubblica). Poi a ilNuovo.it, tra i primi quotidiani online nati in Italia, e a seguire da caposervizio in un'agenzia di stampa romana. Dopo 10 anni da ufficio stampa istituzionale sono tornato a scrivere, su CorCom, nel 2013. Mi muovo su tutti i campi dell'economia digitale, con un occhio di riguardo per cybersecurity, copyright-pirateria online e industria 4.0.

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