Smart city, il digitale pilastro della transizione green: si parte dalle reti energetiche - CorCom

LO STUDIO

Smart city, il digitale pilastro della transizione green: si parte dalle reti energetiche

Secondo il report “Empowering Cities for a Net Zero Future” realizzato dall’Agenzia internazionale per l’energia, la digitalizzazione sarà alla base della creazione delle smart grid e della diffusione di standard per abbattere i consumi in particolare nelle aree urbane

18 Ago 2021

Domenico Aliperto

Le soluzioni digitali possono aiutare le città a ridurre le emissioni e a passare a sistemi energetici puliti. A dirlo è l’ultimo rapporto dell’Agenzia internazionale per l’energia (Aie), secondo il quale le aree urbane rappresentano già i due terzi del consumo energetico e producono più del 70% delle emissioni di carbonio a livello globale ogni anno. Entro il 2050, quando quasi il 70% della popolazione mondiale abiterà in città, la domanda di energia sarà ancora maggiore. Sono quindi necessari sistemi energetici urbani di nuova generazione per portare le emissioni dannose per il clima a zero nei prossimi decenni. Le città avranno bisogno di reti intelligenti e sistemi di stoccaggio innovativi che integrino la produzione di energia rinnovabile, il trasporto elettrificato e il riscaldamento e il raffreddamento efficienti, insieme a bioenergia e soluzioni di termovalorizzazione rispettose del clima. L’unione di tutti questi elementi dipenderà dalla digitalizzazione completa dei sistemi energetici urbani e dei relativi servizi.

Il rapporto Aie, “Empowering Cities for a Net Zero Future“, basato su consultazioni con oltre 125 esperti, fornisce per l’appunto consigli alle città su come garantire un futuro energetico sostenibile basato sulle tecnologie digitali.

Costruire reti intelligenti

I sistemi energetici flessibili consentono risposte agili a situazioni in tempo reale, bilanciando domanda e offerta durante il giorno. Le reti intelligenti con monitoraggio in tempo reale e analisi predittiva possono offrire carichi di punta ridotti, integrare meglio le energie rinnovabili a costi inferiori e ridurre al minimo la pressione sull’infrastruttura di rete obsoleta. Le reti intelligenti saranno inoltre fondamentali per affrontare il riscaldamento globale riducendo le emissioni di anidride carbonica (CO2). L’accesso diretto ai dati, nel frattempo, consente ai consumatori di gestire i propri consumi e costi energetici. Entro il 2050, stima il rapporto, la digitalizzazione e i controlli intelligenti possono ridurre le emissioni di CO2 degli edifici di 350 milioni di tonnellate, secondo le stime dell’Aie.

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Un nuovo approccio alla mobilità connessa

L’elettrificazione dei trasporti e l’uso diffuso di veicoli elettrici contribuiranno ad aumentare le fonti di energia rinnovabile attraverso sistemi di ricarica intelligente e da veicolo a rete che adattano i tassi di ricarica alla disponibilità di energia e talvolta restituiscono energia alla rete. Le persone che esitano ad adottare i veicoli elettrici potrebbero essere rassicurate dalla disponibilità di dati in tempo reale sui costi e sulla disponibilità dei punti di ricarica. Le applicazioni di mobilità intelligente possono inoltre aiutare i residenti a scegliere le modalità di trasporto, compresi i trasporti pubblici e i sistemi condivisi, con una maggiore consapevolezza sulla riduzione delle emissioni.

A Lathi, in Finlandia, un’app mobile mostra le diverse opzioni di trasporto disponibili e le rispettive emissioni di carbonio. I crediti virtuali assegnati per un ingombro ridotto possono quindi essere utilizzati per acquistare servizi e prodotti della città.

Rivedere gli standard per ridurre l’impatto delle città

Gli standard internazionali armonizzati possono consentire l’interoperabilità delle soluzioni energetiche intelligenti e garantire la privacy dei dati, la stabilità della rete e la sicurezza informatica, afferma il rapporto dell’Aie.

L’Unione internazionale delle telecomunicazioni, l’Organizzazione internazionale per la standardizzazione e la Commissione elettrotecnica internazionale lavorano già a stretto contatto sullo sviluppo degli standard attraverso la loro task force congiunta per le città intelligenti. Gli innovatori che mirano all’armonizzazione a livello di sistema possono guardare agli standard delle città intelligenti come, per esempio, Itu Y.4459, “Quadro dell’architettura dell’entità digitale per l’interoperabilità dell’Internet of Things”, sviluppato da Itu-T Study Group 20.

Gli indicatori chiave di prestazione per le città intelligenti sostenibili, preparati dalla United for Smart Sustainable Cities Initiative, sulla base di uno standard Itu allineato con gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, hanno stabilito un punto di riferimento per le migliori pratiche e forniscono una pratica quadro per valutare i progressi di ciascuna città verso l’azzeramento delle emissioni nette e la trasformazione digitale.

Un altro standard chiave è quello sviluppato da Itu-T Study Group 5 (Ambiente, cambiamento climatico ed economia circolare) e pubblicato lo scorso anno (Itu L.1470): descrive in dettaglio le traiettorie di riduzione delle emissioni necessarie per ridurre le emissioni di gas serra nelle tecnologie dell’informazione e della comunicazione del 45% tra il 2020 e il 2030. Questo è il tasso richiesto per raggiungere un obiettivo climatico chiave: limitare il riscaldamento globale a 1,5 gradi Celsius durante questo secolo, rispetto ai livelli preindustriali, in linea con l’Accordo di Parigi e la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici.

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