L’ANALISI

Smart city, Loiola: “Italia ferma ai piccoli progetti pilota. Serve vision di lungo termine”

L’Ad di Sirti: “Creare città intelligenti è un passaggio obbligato, che vuol dire sostenibilità ambientale, economica e sociale. Ma ora è necessaria una progettualità e collaborazione tra industria, enti e istituzioni, con l’obiettivo comune di creare valore per il cittadino”. L’appello al futuro governo: “Faccia della questione una priorità”

28 Mag 2018

A. S.

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“E’ necessario mettere in moto un meccanismo di profonda trasformazione che richiede sì competenze tecnologiche, ma soprattutto una visione di lungo termine e una progettualità che metta a fattor comune l’obiettivo di generare valore per il cittadino, attraverso la compartecipazione di industria, enti e istituzioni”. Lo afferma Roberto Loiola (nella foto), Amministratore delegato di Sirti, analizzando lo scenario che sta portando, su scala nazionale e internazionale, allo sviluppo delle città intelligenti.

“La direzione è chiara – prosegue – la corsa allo sviluppo delle smart cities è iniziata da tempo ormai e interessa tutto il mondo, anche se la maggior parte dei progetti e degli investimenti si concentrano in Usa e Cina. Recenti studi dimostrano come il trend sia l’urbanizzazione intelligente”.

“In Paesi come la Cina, con una popolazione tra le più numerose al mondo, e dove, entro il 2025, si potranno contare oltre il 50% delle città intelligenti a livello globale – sottolinea Loiola – è stimato che i progetti finalizzati alla realizzazione di queste smart cities saranno in grado di generare un valore di circa 320 miliardi di dollari. Lo stesso trend è previsto sia in America del Nord sia in quella Latina. Ma l’Europa non è da meno: la Commissione Europea è profondamente attiva in questo senso e gli investimenti in progetti per le città intelligenti raggiungeranno livelli tra i più ragguardevoli al mondo”.

Smart City – spiega il manager – vuol dire sostenibilità ambientale, economica e sociale. Infrastrutture e servizi pensati mettendo al centro il cittadino e le sue esigenze: un ambiente più sano, vivibile e sicuro, una burocrazia più veloce, servizi mobilità punto-punto, sanità più veloce ed efficace e ovviamente connessione ad alta velocità ovunque”.

“L’Italia è nel pieno del progetto Banda Ultralarga che porterà la rete in fibra ottica in più di 7.000 comuni italiani, e sarà piattaforma abilitante per la diffusione massiva dell’Internet delle cose (IoT) e di tutti i futuri servizi digitali. Purtroppo però vive con difficoltà la sfida della trasformazione digitale, ed è ancora ferma alla dimensione dei piccoli progetti pilota. Serve maturare la capacità di sviluppare grandi progetti per dare vita alle città del futuro – conclude Loiola – Ci auguriamo che il futuro Governo faccia sua questa priorità, attuando tutte le misure necessarie per favorire la progettualità integrata e una coerente evoluzione dei quadri normativi, in modo da accelerare lo sviluppo e migliorare la competitività del nostro Paese”.

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