IL REPORT

Smart city, queste sconosciute: per 4 italiani su 5 non esistono

Lo rileva un’indagine dell’Istituto Piepoli che getta uno sguardo al futuro: la maggioranza degli intervistati vorrebbe una città intelligente che garantisca una riduzione dell’inquinamento e consenta la prenotazione online delle visite mediche. Cybersecurity e connessione “continua” tra i rischi

19 Feb 2020

F. Me.

La metà degli italiani non sa cosa sia una smart city. O meglio ne ha solo sentito parlare ma non è in grado di darne una definizione. Lo rileva l’indagine commissionata da Estra all’istituto Piepoli “Opinioni e attitudini degli italiani verso le smart city”: la maggioranza identifica la smart city con la città innovativa, interconnessa e basso impatto ambientale, in cui la tecnologia determina un miglioramento nella qualità di vita dei cittadini e in cui i servizi pubblici sono ottimizzati e rinnovati.

Emerge un’immagine estremamente positiva delle città 4.0 apprezzate per i molteplici benefici che possono apportare. Dalla smart city ci si attende, innanzitutto, una riduzione dell’inquinamento (40%) e degli sprechi di energia e risorse (34%) mediante la gestione intelligente di rifiuti, acqua e la costruzione di edifici basati su criteri di efficienza energetica; seguono il miglioramento della qualità di vita con servizi sanitari più efficienti; e ancora, maggiore sicurezza grazie a videosorveglianza e a tecnologie di controllo cittadino compresi i sistemi di regolazione del traffico.

Nella fotografia complessiva del Paese per 9 italiani su 10 ai primi posti tra i servizi di interesse della smart city del futuro si posizionano i servizi sanitari seguiti dalle reti internet wireless gratuite e dalle app smartphone per i servizi cittadini. In cima alle preferenze (87% del campione) la prenotazione di visite e esami medici tramite internet/app per smartphone. Se nel Nord e Sud Italia l’interesse prioritario ricade sui servizi medici, il Centro esprime invece una netta preferenza per la gestione efficiente dell’energia e dei rifiuti considerate priorità nell’identikit ideale di smart city.

È ambivalente l’approccio degli italiani verso la tecnologia e i servizi di connessione della città 4.0; da una parte reti internet wireless gratuite e app smartphone sui servizi cittadini sono annoverate tra i servizi di maggiore interesse (85% e 86% del campione), dall’altra sono all’origine della cd. “dipendenza da tecnologia” (42%) e “da connessione” (36%), i due principali rischi insiti nella smart city secondo gli italiani. Tale polarità di opinioni emerge con maggiore evidenza nel Sud Italia in cui la tecnologia rappresenta il principale rischio della città intelligente ma anche un elemento positivo in grado di ridurre le distanze economiche tra classi sociali.

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Il divario tra modello di smart city e realizzazione concreta sul territorio è ancora ampio; per 4 italiani su 5 le città 4.0 ancora non esistono nel nostro Paese; si accostano di più alla smart city i grandi centri urbani con Milano in testa, seguita da Torino e Roma.

Nella costruzione di città del futuro una responsabilità di primo piano viene attribuita alla sfera pubblica – amministrazioni comunali, Stato e Regioni – che ha il compito di porre in campo iniziative e strategie di rinnovamento delle città nell’ottica smart city. Nella guida al cambiamento, le multiutility svolgono per gli italiani (92%) il ruolo di apripista partecipando alla costruzione della smart city al fianco dei Comuni. Tra i contributi principali delle aziende energetiche per gli italiani, l’aumento della produzione di energia da fonti rinnovabili, lo sviluppo di tecnologie per l’efficienza energetica degli edifici e il miglioramento e potenziamento delle reti elettriche.

 “I risultati dell’Indagine Piepoli confermano il ruolo sempre più strategico che il nostro Gruppo, come multiutility integrata, interpreta sui territori in sinergia con le amministrazioni comunali offrendo servizi innovativi, interconnessi e rispondenti alle aspettative dei cittadini – spiega Francesco Macrì, Presidente di Estra. – Le iniziative poste in campo da Estra negli ultimi anni, in particolare la sperimentazione del 5G e il cablaggio a banda ultra larga Ftth, confermano che stiamo andando nella direzione del cambiamento contribuendo allo sviluppo dell’Italia del futuro.”

“In base a quanto emerso nella nostra ricerca – evidenzia Nicola Piepoli, Presidente Istituto Piepoli – l’attività di Estra potrebbe essere correlata da un’azione di governo valida per tutti i comuni italiani. Le somme investite nelle 8100 Smart city che così nascerebbero in Italia, varrebbero in termini di investimenti quanto una finanziaria, portando il Paese fuori da ogni crisi. Grazie quindi ad Estra per un’iniziativa che indica a tutti la via per un futuro più tecnologico e più ricco per il bene del Paese”.

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