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Utilities alla sfida 4.0: investimenti al raddoppio. Smart city banco di prova

La città intelligenti sono la piattaforma su cui testare progetti e iniziative basate di tecnologie di nuovissima generazione: le risorse destinate al digitale di nuovissima generazione passano dai 164 milioni del 2015-2018 ai 358 milioni stimati per il triennio 2018-2020. Ma scarseggiano le competenze. La fotografia scattata dall’Orange Book 2018 di Utilitalia

14 Nov 2018

F. Me

Per le utilities si apre l’era 4.0 e la smart city saranno ne saranno il pilastro. La previsione è contenuta nella quarta edizione dell’Orange Book “Utilities 4.0 – Stato dell’arte e prospettive dell’innovazione nei Servizi Pubblici Locali” realizzata da Fondazione Utilitatis e Utilitalia. Su 104 Utilities censite una su due si aspetta che l’impatto generato dalle tecnologie 4.0 nel proprio settore di riferimento sarà elevato, con una maggiore percezione della portata del cambiamento nel settore del Ciclo Idrico (giudicato elevato dal 63% delle aziende). Circa l’85% delle aziende ha espressamente dichiarato di aver investito in qualche soluzione di Industria 4.0 negli ultimi tre anni.

In particolare, il 60% delle aziende che ha investito in tecnologie digitali, ha realizzato interventi relativi ad “App Mobile”. Il 55% in IoT legato alla sensoristica. Guardando alle tecnologie 4.0 destinate ad avere il maggiore impatto, secondo quasi il 90% dei gestori, le soluzioni basate sull’IoT saranno quelle che genereranno i maggiori cambiamenti nei diversi settori, seguite dai sistemi di “Intelligenza Artificiale” (41%).

Implicazioni interessanti emergono sul fronte delle competenze, uno dei fattori critici di successo per l’avvio ed il buon fine dei processi di innovazione tecnologica: se mediamente solo il 24% delle aziende ha previsto assunzioni di specialisti o di nuove figure professionali legate al digital nei prossimi due anni, si osservano tendenze diametralmente opposte tra le aziende “Top” – il 65% di queste assumerà specialisti del digital – e le aziende piccole (fatturato 25 milioni) in cui appena il 7% di operatori prevede di immettere nuove competenze digitali.

Positivo l’incremento degli investimenti complessivi (disponibile per 73 operatori), che passano dai 4,2 miliardi di euro del triennio 2015-2017 ai 5,6 miliardi del triennio 2018-2020 (registrando un +33%). In particolare, emerge un significativo impulso degli investimenti nel settore idrico (+32%), che consolida il trend di crescita messo in moto dalla regolazione del settore.

Gli investimenti in tecnologie digitali crescono dai 164 milioni del 2015-2018 ai 358 milioni del triennio 2018-2020 (+118%), salendo a circa il 6,4% del volume di investimenti pianificati. Quanto all’adesione ai meccanismi incentivanti di Industria/Impresa 4.0, un’azienda su quattro dichiara di averne beneficiato. Tra i principali ostacoli alla fruizione degli incentivi per gli investimenti in digitalizzazione, il 60% delle aziende ha indicato l’incompatibilita’ degli interventi in programma con il sistema di incentivi.

Per il presidente di Utilitalia, Giovanni Valotti, “bisogna tener conto della natura delle nostre imprese diverse da altri comparti: ogni investimento produce effetti positivi sull’ambiente e sul servizio ai cittadini. Le utilities hanno un vasto mondo di innovazione, dall’IoT alle blockchain, dalla cybersecurity alla robotica, ma serve un booster che porti su larga scala quello che oggi è principalmente concentrato nelle grandi imprese. A prescindere dall’assetto proprietario delle imprese è necessario supportare una dimensione minima, compensare un deficit di competenze e sostenere gli investimenti semplificando le procedure. Da parte delle imprese il dovere è un management di qualità che non abbia paura di innovare e con una visione oltre la scrivania”.

Sarà necessario rafforzare l’asse della Formazione 4.0, prorogando gli incentivi, stabilizzando sul medio periodo quelli legati alla trasformazione 4.0, sostenendo adeguatamente la transizione energetica e integrando le utilities come protagoniste all’interno dei Competence Center sul territorio”, evidenzia il presidente della Fondazione Utilitatis Federico Testa.

E per vincere la sfida 4.0 cruciale è anche il ruolo del goverbo, come ricorda Davide Crippa, Sottosegretario allo Sviluppo economico. “Oggi le Utilities si trovano a dover affrontare da protagoniste la sfida delle tre ‘d’: decarbonizzazione, decentramento e digitalizzazione. In questo passaggio molto delicato il ruolo del Governo sarà di supporto e di accompagnamento. Industria 4.0 e Formazione 4.0 rappresentano due validi strumenti di sostegno che necessitano di stabilità regolatoria che ci impegniamo ad assicurare. Auspichiamo inoltre un ruolo attivo delle Utilities nel percorso che ci porterà alla definizione ed attuazione del Piano Energia Clima”.

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