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IL PROGETTO

Smart Grid, il campus di Savona fra le top 100

Il sistema energetico intelligente del polo ligure tra le idee italiane presentate alla Conferenza sul Clima di Parigi. Paola Girdinio, il fisico che guida il progetto, a CorCom: “Atenei di tutto il mondo vengono a visitarci per replicare il nostro progetto altrove. Le università possono essere il volano per la crescita di questo settore”

03 Dic 2015

Andrea Frollà

Se qualcuno crede che l’innovazione in ambito energetico sia appannaggio delle sole imprese, probabilmente non conosce il Campus universitario di Savona. Dal 2009 i ricercatori della vicina Università di Genova, sotto la guida della professoressa Paola Girdinio, fisico dell’Università di Genova e già preside della Facoltà di Ingegneria, stanno portando avanti Smart Polygeneration System, un progetto di Smart grid che rende oggi i 60mila metri quadrati del campus savonese un fiore all’occhiello dell’energia intelligente.

Grazie a circa 9 milioni di finanziamenti, ottenuti negli anni da Miur, Ministero dell’Ambiente e Regione Ligura, e al supporto di grandi realtà come Siemens e Enel, oggi l’intera area vive infatti di energia prodotta in modo sostenibile, efficiente e a consumi ridotti: dalle fonti rinnovabili, agli impianti di cogenerazione passando per le biomasse e l’idrogeno, la rete energetica sviluppata permetterà di raggiungere entro due anni la piena autosufficienza.

La biblioteca, gli impianti sportivi, la mensa, i residence e i laboratori delle aziende che hanno deciso di trasferire nel campo i propri dipartimenti di ricerca e sviluppo sono energeticamente connessi tra loro, come il paradigma dell’energia intelligente richiede. Tutta la regia è affidata allo Smart Microgrid, un “cervello” che non solo gestisce la produzione dell’energia necessaria, ma che tramite la piattaforma Dems (Decentralized Energy Management System) monitora diverse variabili per decidere l’andamento dei consumi e consentire un migliore scarico e carico dei sistemi di accumulo.

“Siamo l’esempio che gli atenei e i centri di ricerca possono essere un volano per lo sviluppo delle Smart Grid in Italia – spiega a CorCom la professoressa Girdinio – A Savona abbiamo realizzato un sistema che sulle reti intelligenti sta facendo da apripista in Italia e in Europa”.

Non è un caso che negli ultimi mesi fra i viali del campus ligure siano passati professori delle università di Southampton, Losanna, del Mit di Boston ma anche degli Emirati Arabi, per studiare il modello di smart grid di Savona e la possibilità di replicarlo altrove. Un esempio da 60mila euro di risparmi e abbattimento della produzione di Co2 di oltre 150mila tonnellate che difficilmente lascia indifferente un rettore.

Ma al progetto di Savona non si sono interessati solo altri atenei. Sono infatti sempre più le imprese che si affacciano nel campus per verificare con mani e occhi propri la forza dell’impianto energetico intelligente.

Dopo gli interessamenti di università e aziende, per Smart Polygeneration System si apre ora la vetrina di Parigi. Infatti nei giorni scorsi la piattaforma poligenerativa del Ponente ligure è stato inserita tra le 100 eccellenze energetiche, classificate da un rapporto di Enel e Symbola, che saranno presentate alla Conferenza sul Clima di Parigi in chiusura l’11 dicembre.

Per i ricercatori che da 6 anni lavorano al progetto la vetrina parigina sarà l’occasione per dimostrare la portata di un modello nato in un campus che prima era una caserma. Quest’ultimo è un elemento tutt’altro che secondario perché la struttura, con la sua varietà di utenze (uffici, laboratori aziendali, mense, abitazioni), riproduce in scala le esigenze effettive di un qualsiasi quartiere.

“Nulla esclude che un quadrante cittadino possa basare la propria gestione dell’energia sul modello che abbiamo realizzato a Savona – sottolinea Girdinio – In tandem con le aziende, ma soprattutto con il supporto di chi governa, potremmo fare dell’Italia la punta di diamante delle Smart Grid europee”.

Non è dunque da escludere che in futuro l’energia dei vicini possa essere meno verde della nostra.

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