Smart meter al galoppo: nel 2025 la svolta - CorCom

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Smart meter al galoppo: nel 2025 la svolta

Secondo Berg Insight già nel 2021 verranno venduti 34,8 milioni di contatori intelligenti, +8,9% di crescita anno su anno. Tra 5 anni saranno 280 milioni. Francia, Gran Bretagna e Italia i mercati in più forte crescita

25 Giu 2020

Antonio Dini

Cresce il mercato dei contatori intelligenti, gli smart meter che permettono la lettura a distanza dei consumi di elettricità e gas, e che consentono alle utility di massimizzare gli investimenti per le loro smart grid introducendo nuovi servizi e modelli di business.

Secondo Berg Insight in Europa nel 2019 la base di installato per gli smart meters di elettricità e gas era arrivata a 168,3 milioni di pezzi. La crescita dell’installato sarà dell’8,9% anno su anno, sino ad arrivare a 280,4 milioni di pezzi nel 2025. La maggior parte delle nuove istallazioni avverranno in Francia Gran Bretagna e Italia, anche se l’Austria e i Paesi Bassi continueranno ad avere un ruolo significativo nella crescita del mercato.

Alla fine del 2019 la penetrazione dei contatori intelligenti per la corrente elettrica nell’Europa a 27+3 era del 45%. Nel settore degli smart meter per il gas invece era al 28%. «Dato che molti progetti europei per la diffusione dei contatori intelligenti su larga scala sono completati o in fase di completamento – ha detto Levi Ostling, analista IoT di Berg Insight – le utility stanno cercando sempre più di massimizzare il valore della loro infrastruttura di misurazione con una gamma di nuove applicazioni e servizi che vanno oltre il meter-to-cash».

Sempre secondo Berg Insight nel 2021 l’Europa stabilirà un nuovo record di consegne degli smart meter per l’energia: 34,8 milioni di nuovi pezzi. La ragione è da cercare nel rallentamento delle consegne e istallazioni avvenuto in questi ultimi mesi a causa del lockdown causato dalla pandemia. Un rallentamento si farà sentire alla fine del 2020 con un -10% di crescita anno su anno. Invece, l’anno prossimo, non solo si tornerà sui livelli normali ma ci sarà anche una accelerazione per chiudere cantieri e installazioni avviate all’inizio di quest’anno.

Nel 2019 in Europa le installazioni dei contatori intelligenti per l’elettricità era di circa 20,9 milioni di pezzi, mentre gli smart meter per il gas erano a 8,5 milioni di pezzi. «Sebbene la pandemia abbia costretto a sospendere temporaneamente il lavoro sul campo di alcuni importanti progetti di gestione dei sistemi di misurazione intelligente – dice Ostling –, il mercato dovrebbe tuttavia rimanere consistente e il numero totale di spedizioni di smart meter su tre anni non dovrebbe subire effetti significativi».

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Paesi Bassi e Francia, i due Paesi che hanno visto il primo ciclo di installazioni in Europa, dovrebbero chiudere i cantieri ancora aperti secondo quanto programmato. Invece, dovrebbe cominciare a lavorare su questa trasformazione la Gran Bretagna, mentre l’Italia secondo l’analista è al termine dell’installazione dei contatori intelligenti nel settore del gas e all’inizio della seconda ondata di installazioni di quelli per l’elettricità. Anche Svezia e Finlandia stanno iniziando la seconda ondata di roll-out, l’Europa centrale e orientale farà la differenza nei prossimi dieci anni, dato che qui il mercato deve ancora crescere e visto che l’Europa occidentale invece ha già sostanzialmente portato a compimento la maggior parte della prima fase delle installazioni.

Alcuni mercati europei, come la Germania, continueranno le installazioni con costanza ma a bassi volumi per lungo tempo, fino al 2032, altri invece saranno più veloci: soprattutto Austria, Svizzera, Polonia, Lituania, Romania e Croazia. «Questi Paesi – dice Ostling –  che nel 2019 pesavano per il 9% del totale di consegne, nei prossimi anni fino al 2025 faranno circa il 46% del mercato».

Dal punto di vista delle utility, questa trasformazione su larga scala in tutta Europa, che è a metà circa, apre la via a servizi più sofisticati visto anche l’interesse soprattutto nel mercato dell’elettricità. Auto elettriche, sistemi di microgenerazione della corrente e applicazioni per le smart city saranno infatti alcuni dei temi più importanti nei prossimi anni, anziché l’aspetto strettamente infrastrutturale.

«I rischi per il mercato – dice Ostling – derivano dalla trasformazione delle utility grazie ai managed services, che hanno un grande potenziale di cambiamento nel mercato ma che alcune aziende potrebbero non cogliere per via di costi elevati di avvio e la mancanza di tecnici specializzati nei nuovi bisogni».

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