IL REPORT

Smart road al debutto, nel 2022 mercato a 30 miliardi

Secondo Indra la combinazione di IoT, big data, intelligenza artificiale e tecnologie di cyber security rivoluzionerà l’approccio alla gestione del traffico stradale

29 Gen 2020

D. A.

Le strade intelligenti potrebbero mettere in moto nel 2022 un business da oltre 30 miliardi di dollari, con una particolare importanza dei sistemi avanzati di controllo del traffico e pricing, che daranno risposta alla futura guida elettrica, connessa, collaborativa e autonoma. La connettività delle infrastrutture con veicoli e viaggiatori attraverso l’Internet of Things, l’uso dei dati come un vero generatore di valore nel futuro della mobilità e l’applicazione dell’intelligenza artificiale per facilitare l’automazione, contribuiranno infatti a convertire le strade convenzionali in ecosistemi intelligenti, abilitando una gestione del traffico in tempo reale e automatizzata, più sicura, efficiente e sostenibile. Una nuova mobilità che punta a migliorare l’esperienza del viaggiatore, riducendo le emissioni di Co2 e, nel futuro, eliminando completamente gli incidenti stradali.

È quanto sottolinea il report sui trends dei trasporti Smart Roads presentato da Indra, società globale di consulenza e tecnologia specializzata nella smart mobility. Lo studio spiega che Internet of Things (IoT), Big data e Ai, insieme a tecnologie come 5G e Edge Computing, Blockchain, Bim (Building Information Modeling), droni e Das (Distributed acoustic sensing) rivoluzioneranno il settore del traffico stradale guidandolo verso nuovi modelli di sfruttamento delle infrastrutture. In questo contesto, le società tecnologiche acquisiscono sempre maggiore importanza diventando partner delle società di trasporto.

IoT, Big data e Security, il futuro della mobilità secondo Indra

Gli esperti di Indra prevedono un futuro in cui sarà possibile accedere con la realtà virtuale a un centro di controllo del traffico, fisico o in cloud, automatizzato e in grado di prevedere e mitigare un ingorgo, guidare un veicolo autonomo hackerato o rispondere in tempo reale prima di un incidente. Gli incidenti potranno essere rilevati in tempo reale grazie a dispositivi intelligenti e fibra ottica installati sulla strada, con tecnologie come Das (Distributed acustic sensing, rilevamento acustico distribuito), Dts (Distributed temperature sensing, rilevamento termico distribuito) e intelligenza e visione artificiale. Il sistema avrà la facoltà di gestire gli eventi automaticamente, prendendo decisioni come mobilitare droni attivi in prossimità per una valutazione iniziale della situazione, alterare il corso del traffico in previsione di un ingorgo, segnalare il pericolo agli utenti.

Questo nuovo scenario sarà possibile grazie alle nuove piattaforme IoT in grado di integrare tutti i sistemi di trasporto intelligenti, all’Edge computing, con comunicazioni a bassa latenza tra dispositivi con un crescente livello di intelligenza localizzata, nonché ai sistemi cooperativi di trasporto intelligente, che consentono ai veicoli di comunicare tra loro e con l’infrastruttura.

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I Big data e gli algoritmi intelligenti incorporati su queste nuove piattaforme saranno in grado di integrare e analizzare i dati forniti da tutti i sistemi e altre diverse fonti per prevedere i flussi veicolari o la probabilità di incidenti fino a due ore in anticipo, contribuendo a mitigare il traffico e altri effetti negativi, come il consumo di carburante e le emissioni di Co2, che possono essere ridotte del 6%. I big data e l’intelligenza artificiale contribuiranno anche a migliorare la gestione delle risorse fino al 50% e la manutenzione preventiva delle infrastrutture stradali, riducendo il rischio di incidenti.

In questo contesto, la sicurezza informatica diventerà più importante per garantire l’integrità delle informazioni inviate e ricevute da un veicolo, evitando attacchi che potrebbero compromettere la sicurezza del sistema.

Veicoli autonomi sempre più integrati nei piani di mobilità urbana

Il nuovo ecosistema connesso e partecipativo sarà alla base dello sviluppo di soluzioni di guida autonoma, che richiedono una pianificazione strategica coordinata con le altre modalità di trasporto attraverso i piani di mobilità urbana sostenibile. Per Indra, uno scenario di veicoli con guida autonoma sicura richiede anche un monitoraggio in tempo reale, in modo che sia possibile informare i sistemi di bordo del veicolo e il centro di controllo di comportamenti insoliti o imprevisti, risultato di hacking o malfunzionamento. Di fronte al dibattito sul modello di connettività più appropriato, gli esperti dell’azienda dichiarano che il futuro potrebbe essere all’insegna di una soluzione ibrida che garantisca una comunicazione continua e in cui tutti i sistemi potranno dialogare: comunicazioni a corto raggio (Etsi Its-G5) servirebbero per situazioni specifiche, per esempio all’interno di tunnel o in prossimità di incidenti, e le comunicazioni basate sulla tecnologia cellulare (4G, Lte e la futura rete 5G) genererebbero informazioni sull’intera infrastruttura con largo anticipo.

Le nuove tariffe? In base alle emissioni di Co2

Le nuove piattaforme IoT che integrano tutti gli elementi dell’infrastruttura e la convergenza dei classici progetti di Sistemi di trasporto intelligente con quelli di pricing e pedaggio risponderanno alla sfida di prevedere, canalizzare e ordinare il crescente traffico stradale di passeggeri e merci, soprattutto nelle città, riducendo anche la congestione e l’impatto ambientale. Pertanto, secondo il Report di Indra, i sistemi intelligenti di pay per use con pedaggi dinamici e prezzi variabili consentiranno la gestione e l’ottimizzazione del traffico in base alla domanda e promuoveranno una mobilità più sostenibile, favorendo attraverso tariffe tarate sui consumi e sulle emissioni inquinanti, l’uso di veicoli meno inquinanti. La Blockchain, infine, potrebbe essere utilizzata in questo senso per garantire la trasparenza delle informazioni nel pagamento e nella distribuzione delle tariffe.

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