INNOVAZIONE

Smart working, si insedia l’Osservatorio. Orlando: “Semplificare le procedure”

La task force ha l’obiettivo di monitorare l’evoluzione del lavoro agile e lo sviluppo della contrattazione collettiva. Il ministro del Lavoro: “Bisogna garantire tutele e snellire la burocrazia”. Ecco i componenti

21 Apr 2022

Federica Meta

Giornalista

Il governo accelera sulla trasformazione dello smart working in strumento permanente per garantire produttività e benessere dei lavoratori. Si è insediato oggi l’Osservatorio nazionale bilaterale in materia di lavoro agile, presieduto dal ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Andrea Orlando e composto da rappresentanti dei datori di lavoro e dei lavoratori, designati dalle parti firmatarie dello specifico Protocollo sottoscritto il 7 dicembre scorso. Il documento ha individuato le linee di indirizzo sul lavoro agile per la futura contrattazione collettiva, nazionale e aziendale e/o territoriale e ha gettato le basi di un metodo di confronto fra istituzioni pubbliche e parti sociali.

Il lavoro agile è in evoluzione – evidenzia Orlando – e per questo è necessario accompagnare l’azione legislativa che si trova ad affrontare scenari nuovi. Con il Protocollo di dicembre pensiamo di aver fornito un utile strumento di orientamento per il lavoro che anche il Parlamento sarà chiamato a fare. Abbiamo gettato le basi di un metodo di confronto fra istituzioni pubbliche e parti sociali, che quando correttamente impostato è in grado di produrre risultati di grande valore sociale e di avere una capacità di progettazione, uno sguardo lungo sulla futura regolazione, con una prospettiva europea. Il lavoro dell’Osservatorio rappresenta un tutt’uno con questo spirito che è stato alla base dell’elaborazione del Protocollo”.

“I dati che stanno emergendo – sottolinea il ministro – stimano che circa 4,5 milioni di lavoratori continueranno in modo stabile a lavorare da remoto, anche dopo la fine della pandemia. E’ necessario garantire tutele e semplificare le procedure. Il lavoro agile può contribuire a migliorare le condizioni di vita del lavoratore, ridurre l’inquinamento, la congestione dei centri urbani e contribuire al risparmio energetico; ma al tempo stesso bisogna fare attenzione che questa modalità di lavoro non determini una dilatazione degli orari di lavoro, una condizione di “isolamento” dei lavoratori o uno “svuotamento” di alcuni centri urbani”.

L’Osservatorio ha l’obiettivo di monitorare:

  • l’evoluzione del lavoro agile con riferimento ai suoi risultati;
  • lo sviluppo della contrattazione collettiva sul tema;
  • l’andamento delle linee di indirizzo contenute nel Protocollo di dicembre scorso, nonché i possibili sviluppi con riferimento sia a eventuali novità normative, sia alla crescente evoluzione tecnologica e digitale.

Nel Protocollo siglato a dicembre scorso, le parti sociali hanno chiesto misure di semplificazione del regime delle comunicazioni obbligatorie relative all’invio dell’accordo individuale, che seguano le stesse modalità del regime semplificato attualmente vigente. “L’attuale disciplina del lavoro agile emergenziale – conclude  Orlando – prorogata fino al 30 giugno 2022 prevede già una modalità semplificata per le comunicazioni obbligatorie, ma è ora necessario procedere con l’obiettivo di rendere strutturale il meccanismo di semplificazione; per questo il nostro Ministero si è fatto promotore, nei confronti del Governo e del Parlamento, della proposta di introdurre una semplificazione a regime delle modalità di comunicazione del ricorso al lavoro agile”.

Plauso arriva dai sindacati. La Cisl ha ribadito “la soddisfazione per il metodo di confronto utilizzato con il Protocollo del 7 dicembre scorso, sottoscritto da tutte le parti sociali e che ha dato vita all’Osservatorio stesso, un organismo partecipato da tutte le parti firmatarie che dovrà monitorare l’andamento del lavoro agile e degli accordi collettivi sottoscritti in materia”.

“Sono stati numerosi gli accordi stipulati negli ultimi mesi – spiega una nota – Pur non essendo ancora stato possibile effettuare un’analisi esaustiva, la Cisl sottolinea comunque che tutti si muovono nel solco del Protocollo del 7 dicembre 2021, confermano che il lavoro agile sta diventando una forma strutturale di organizzazione del lavoro e che non sono state riscontrate particolari criticità, trattandosi di un tema su cui la contrattazione, specie quella aziendale, si sta muovendo abbastanza agevolmente, con risultati di reciproca convenienza”. Per questi motivi “non riteniamo opportuno, da parte del Parlamento, intervenire ora con un testo legislativo. Meglio sarebbe lasciare il tempo alla contrattazione in tutti i settori di intervenire, alla luce delle misure contenute nel protocollo, che mira a promuovere la diffusione del lavoro agile al di là dell’emergenza, nonché a favorirne un utilizzo corretto, recuperando criticità e valorizzando potenzialità”.

Durata e componenti dell’Osservatorio

L’Osservatorio ha la durata di un anno (salvo proroga) e svolge le proprie attività anche mediante la costituzione di appositi sottogruppi distinti per aree tematiche e specifici settori. Il gruppo di lavoro è coordinato Pasqualino Albi ed è composto da:

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Risorse Umane/Organizzazione
Smart working
  • Romolo De Camillis, Direttore generale dei Rapporti di Lavoro e delle Relazioni Industriali del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
  • Nicola Marongiu, Cgil
  • Livia Ricciardi, Cisl
  • Irene Pata, Uil
  • Michela Toussan, Ugl
  • Lucia Massa, Confsal
  • Massimo Blasi, Cisal
  • Luigi Marinelli, Usb
  • Graziano Passarello, Confindustria
  • Raimondo Giglio, Confapi
  • Paolo Baldazzi, Confcommercio
  • Elvira Massimiano, Confesercenti
  • Paolo Perruzza, Confartigianato
  • Sara Cubellotti, Cna
  • Michele De Sossi, Casartigiani
  • Michele Morrocchi, Alleanza Cooperative
  • Roberto Caponi, Confagricoltura
  • Federico Borgoni, Coldiretti
  • Danilo De Lellis, Cia
  • Federica Agati, Copagri
  • Stefano Bottino, Abi
  • Ivan Borghini D’Alessio, Ania
  • Andrea Zoppo, Confprofessioni
  • Paola Giuliani, Confservizi
  • Elisa Medagliani, Federdistribuzione
  • Stefano Bosio (membro effettivo) e Mario Borin (membro supplente), Confimi
  • Fabio Marrocco, Confetra
  • Marco Pepe, Unimpresa

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