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SOCIAL MEDIA

Snapchat nella bufera, sopravvivenza a rischio?

Il profondo rosso di 2,2 miliardi di dollari della prima trimestrale post-Ipo mette a rischio il social media fondato da Bobby Murphye e Evan Spiegel. Calano gli utenti, scarsa capacità di gestire i costi del cloud e di generare ricavi. Ma la realtà aumentata potrebbe essere una ciambella di salvataggio

12 Mag 2017

Una perdita netta di 2,2 miliardi di dollari contro il rosso di 104 milioni del primo trimestre del 2016. E’ la cifra che fotografa lo stato di salute di Snapchat, ex promessa dei social media chiamata a contrastare lo strapotere di Facebook, ora a forte rischio sopravvivenza. Dietro lo scenario congelato dai numeri negativi una incontrollabile oscillazione della crescita degli utenti (nel secondo trimestre 2016 picco di 21 milioni di nuovi iscritti, crollato a 5 milioni due trimestri dopo, poi tornato a 9 milioni nel primo trimestre del 2017.) E i dubbi sulla capacità di gestire i costi dei servizi cloud e di generare ricavi dalla pubblicità. Ma non è detta l’ultima parola per la creatura fondata da Bobby Murphye e Evan Spiegel. Nel futuro potrebbe esserci un rafforzamento legato non solo ai servizi di messaggistica, ma ai prodotti come gli occhiali per la realtà aumentata, gli Spactacles.

A causare il super-rosso le azioni per circa 2 miliardi di dollari promesse ai dipendenti come bonus successivo l’Ipo. Una grossa parte del totale, pari a circa 550 milioni di dollari, è andata al fondatore e amministratore delegato del gruppo, Spiegel.

Attualmente gli investitori vedono il titolo crollare del 21% fino a quasi i 17 dollari della quotazione, e anche gli analisti non sno rassicurati dai vertici della società. Incalzato durante la conference call Spiegel dice: ‘Sse si vuole essere una società creativa, bisogna fare i conti e sorridere al fatto che i prodotti sono copiati se sono buoni”. Il riferimento è al fatto che Facebook ha fatto sue molte delle novità introdotta da Snapchat, lanciandole sulle sue piattaforme. Risposta che però non ha rassicurato gli analisti.

Sotto le attese anche i ricavi, balzati a 149,6 milioni di dollari dai 38,8 milioni di dollari del 2016, ma sotto i 158 milioni su cui scommetteva il mercato.

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