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STRATEGIE

Softbank scommette sulla logistica 4.0: sul piatto 1 miliardo di dollari per Flexport

Continua la strategia di diversificazione del business della compagnia nipponica messa in campo tramite il venture capital, Vision Fund. Guanto di sfida ad Amazon

22 Feb 2019

Antonio Dini

Il fondo di capitale di ventura del gruppo giapponese SoftBank, Vision Fund, guida un investimento da miliardo di dollari in Flexport, “un moderno spedizioniere” come si definisce la compagnia stessa. L’accordo verrà finalizzato più avanti nel primo semestre dell’anno.
La cosa significativa è la strategia che SoftBank sta cominciando a delineare con i suoi investimenti nelle startup e negli unicorni che si muovono attorno al mercato della tecnologia tradizionale, e che ricalcano o comunque innovano le strategie dei grandi player del mercato hi-tech come Amazon e Google.

Il fondo d’investimento del colosso giapponese fondato 37 anni fa da Masayoshi Son, imprenditore giapponese di origini coreane, poche settimane fa ha investito 200 milioni di dollari in Clutter, una startup specializzata nello storage fisico di oggetti. Il fondo di investimento di capitali di ventura, con un portafoglio di circa 100 miliardi di dollari, continua a interessarsi ad aziende innovative che applicano le nuove tecnologie a settori tradizionali. Da Uber per il trasporto, a DoorDash per la consegna del cibo a WeWork per le proprietà immobiliari.

Flexport è un caso analogo: l’azienda movimenta merci sui mari, in aria, con ferrovie e sui camion, gestendo i pacchetti e tutte le pratiche doganali necessarie per gli spostamenti. Le tecnologie di Flexport permettono poi di aggregare i dati che consentono l’analisi dei costi da parte dei clienti, la gestione dell’utilizzo dei container e delle emissioni legate ai trasporti e in generale a tenere traccia di tutto quel che accade nella catena dei fornitori. Include anche un supporto per un tipo particolare di spedizioni via mare, le cosiddette LCL (spedizioni più piccole di un singolo container, o “Less than a Container Load”) che vengono spesso trascurate dagli spedizionieri tradizionali.

«Il nostro business – ha dichiarato il Ceo di Flexiport Ryan Petersen – è su larga scala, e questo è lo stesso modus operandi di SoftBank». Secondo Petersen «SoftBank è attiva per guidare e ampliare la scala delle operazioni delle aziende e aiutarle ad andare più veloce».

Petersen ha anche detto che i termini dell’accordo sono stati negoziati in modo chiaro e “amichevole per i fondatori” della sua azienda, con SoftBank che ha ottenuto un posto nel consiglio di amministrazione – per il socio dirigente Michael Ronen – e nessuna preferenza aggiuntiva sulle sue azioni. La società non ha mai rivelato una valutazione complessiva del suo valore economico, anche se Axios in precedenza ha stimato che dovrebbe essere di circa 3 miliardi.
Ronen ha detto a Cnbc che Flexport è unico nel «prendere quello che è essenzialmente un tipo di attività piuttosto tradizionale e noiosa e farla in un modo incredibilmente innovativo».

Flexport ha dichiarato di aver raddoppiato le entrate dello scorso anno arrivando a quasi 500 milioni di dollari e che adesso ha circa mille dipendenti in 11 uffici in tutto il mondo.

L’iniezione di capitale fresco dovrebbe aiutare Flexport a continuare a crescere e ad attirare nuovi clienti, mentre Amazon investe maggiormente nella fornitura di servizi logistici globali ai venditori presenti sul proprio marketplace.
«Siamo ancora all’inizio _ ha detto Ronen – e Amazon è incredibile in quello che fa, ma c’è un intero universo di commercio globale che opera al di fuori di Amazon e non ha le sue dimensioni». L’investimento di SoftBank in Flexport «non è tanto contro Amazon, ma supporta tutti gli altri che hanno bisogno di una soluzione migliore di un po’ di scala».
Nel round di finanziamento ci sono anche altri investitori, tra cui Founders Fund di Peter Thiel e DST Global di Yuri Milner.

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