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LO STUDIO

Software senza licenza, un salasso per le Pmi italiane

Secondo un report Bsa The Software Alliance l’uso di programmi pirata costa ben 1,3 milioni di euro. Sale il rischio di attacchi informatici. Servono competenze e una profonda conoscenza del proprio “parco” tecnologico

14 Mag 2018

Giorgia Pacino

Sanzioni salate per l’uso di software senza licenza. L’uso di programmi pirata costa alle piccole e medie imprese ben 1,3 milioni di euro. Tanto hanno pagato nel 2017 le aziende italiane per gli accordi transattivi conseguenti alla violazione del diritto d’autore e l’acquisto di nuovi software in regola con le prescrizioni di legge.

Secondo BSA The Software Alliance, il costo totale per le Pmi è aumentato del 37% rispetto all’anno precedente (nel 2016 era di 950 mila euro). Lo scorso anno le imprese scoperte a utilizzare software privi di licenza hanno pagato in media 56.700 euro. Ed è solo la cifra dovuta in seguito alle azioni legali condotte da BSA: il costo reale, di gran lunga superiore, include anche spese legali e costi indiretti derivanti dal danno alla reputazione dell’azienda e dall’acquisto non previsto della licenza per l’uso del software.

Ogni anno l’utilizzo di software senza licenza costa sempre di più alle piccole e medie imprese nel loro complesso. Un numero ancora alto di aziende quindi continua a ignorare i diritti d’autore, non pensando alle   conseguenze   economiche   delle   loro   azioni”, spiega l’avvocato Simona Lavagnini, consulente legale di BSA per l’Italia. A violare le regole sono soprattutto le aziende IT, le società di vendita e le imprese manifatturiere. Seguite a ruota dalle aziende grafiche e pubblicitarie e dagli studi di architettura. Sempre più spesso le segnalazioni arrivano dall’interno delle stesse aziende: più di un terzo dei lavoratori italiani (35%) si dice disposto a segnalare pratiche informatiche illegali o non etiche. Dato in linea con la media europea del 34%. Nel 2017 solo in Italia BSA ha ricevuto 444 segnalazioni, nel 2016 erano state 322. E il 2018 sembra promettere un nuovo incremento, con oltre 400 segnalazioni già registrate nei primi mesi dell’anno.

Le aziende che ricorrono a software senza licenza sono anche le più esposte al rischio di attacchi informatici. Un’indagine di BSA ha dimostrato una correlazione diretta tra infezioni malware e assenza di licenze. “Il corretto utilizzo del software all’interno di un’organizzazione è senza dubbio un grosso vantaggio sia in termini di sicurezza che di ottimizzazione dei costi”, sottolinea Paolo Valcher, chairman BSA Italia. “Spesso, l’utilizzo di software privi di licenza non è il frutto di azioni deliberate di pirateria, ma di una gestione non responsabile dei software. Applicare pratiche costanti di Software Asset Management può portare enormi benefici. Conoscere il proprio parco software e hardware può condurre a risparmi economici, fornire importanti indicazioni per l’ottimizzazione della dotazione tecnologica e guidare nella scelta di possibili aggiornamenti e investimenti futuri”.

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