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Sono 8 milioni gli italiani che fanno shopping su Web

Politecnico di Milano-Netcomm: un milione di acquirenti online in più rispetto al 2009, con un fatturato di 6,5 miliardi di euro. Facebook e Twitter trainano il fenomeno

08 Feb 2011

L'eCommerce cresce e conquista sempre più italiani. Secondo i
dati presentati ieri dalla School of Management del Politecnico di
Milano e da Netcomm (Consorzio del Commercio Elettronico Italiano),
nel 2010 in Italia i compratori online hanno raggiunto quota 8
milioni, un milione in più rispetto al 2009, con un fatturato di
6,5 miliardi di euro. Sono alcuni dei dati resi noti all'evento
di apertura della Social Media Week "eCommerce: la crisi si
batte online".

“Rileviamo costantemente nelle nostre ricerche sul commercio
elettronico che, come in un vecchio adagio pubblicitario, chi lo
conosce lo ama e chi non lo conosce lo evita – spiega Roberto
Liscia, presidente di Netcomm -. Per fortuna coloro che acquistano
online hanno un livello di soddisfazione talmente elevato che
continuano a farlo sempre di più e man mano riescono a contagiare
altri in un mondo che è sempre più collegato e connesso. Il
settore a fine 2010 ha raggiunto, secondo l'osservatorio che
conduciamo con il Politecnico di Milano, i 6,5 miliardi di euro con
una crescita del 15% e gli acquirenti online in Italia sono oggi 8
milioni, spinti certamente anche da fenomeni sociali come facebook,
twitter e tutti i siti in cui le persone entrano alla ricerca di
relazione, informazione e svago e poi acquisiscono una
dimestichezza tale da superare il divario tecnologico e quindi
anche la sfiducia nel mezzo".

Ma soprattutto, continua Liscia, questi numeri sono importanti per
capire in che modo il fenomeno può essere cavalcato con vantaggio
diretto per la distribuzione: “vince chi sa pensare globale,
vince chi è in grado di proporre i propri prodotti oltre i confini
nazionali. Un mercato oggi è individuabile per interessi, non per
nazionalità. Un prodotto o un servizio vince oggi se riesce a
intercettare la sua community di riferimento”.