IL PROGETTO

Sony scommette sull’Italia, a Roma il nuovo hub per la Computer Science

Secondo in Europa e quarto al mondo dopo quelli di Tokyo, Parigi e Kyoto. Infosfera, città sostenibili e intelligenza artificiale applicata all’arte al centro delle attività di ricerca nel nostro Paese. L’iniziativa in collaborazione con il centro Enrico Fermi. Si punta sulle sinergie con l’ecosistema territoriale

16 Giu 2022

L. O.

intelligenza-artificiale

La sede è lo storico palazzetto dei “Ragazzi di via Panisperna”. Ed è proprio in accordo con il centro Enrico Fermi che sorgerà a Roma il nuovo hub dei Sony Computer Science Laboratories, il secondo in Europa e il quarto nel mondo dopo quelli di Tokyo, Parigi e Kyoto. Obiettivo del laboratorio la ricerca “pura” nel campo dell’informazione, della sostenibilità e all’interazione tra intelligenza artificiale e arte. Ma si punta anche, si legge in una nota, “a potenziali sinergie con l’ecosistema territoriale”.

Multidisciplinarietà al centro

Sony Csl è un laboratorio all’avanguardia interamente dedicato alla ricerca pura e ha lo scopo di contribuire al bene sociale comune. L’estrema flessibilità e multidisciplinarietà dell’approccio, adottato nelle quattro sedi di Tokyo, Kyoto, Parigi e Roma, permette di affrontare i più diversi ambiti di ricerca, combinando in un unico spazio concettuale la scienza, l’innovazione tecnologica, l’arte e il bene pubblico.

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Ecco le tre linee di ricerca

Al centro gli studi sulla Infosphere, con l’obiettivo di riprogettare la tecnologia dell’informazione per renderla più accessibile e per gettare le basi di un dialogo sociale online più trasparente, comprensibile e sano. Seguono le Sustainable Cities, con l’obiettivo di sviluppare nuovi strumenti per comprendere gli ambienti urbani e creare scenari predittivi per renderli più sostenibili. Infine la Augmented Creativity, con l’obiettivo di esplorare come l’Intelligenza artificiale può cogliere la complessità dei sistemi aperti, supportare la creatività e le arti e aiutare le persone a trovare soluzioni originali, brillanti, innovative e pratiche.

Sfida innovativa per il territorio

“L’apertura di un nuovo laboratorio di ricerca a Roma rimarca fortemente quali siano le aspettative di Sony Csl per l’Italia come bacino di eccellenza e creatività – dice Vittorio Loreto, PhD, Direttore dei Sony CSL di Parigi e Roma -. L’attenzione del nuovo laboratorio agli obiettivi di sviluppo sostenibile e la sua natura pubblico-privata rappresentano un’opportunità unica per promuovere la creazione di una comunità transdisciplinare di ricercatori, decisori politici e stakeholder, dedita ad affrontare le sfide della nostra era con un occhio trasformativo”.

La forza di una “organizzazione dispersiva”

“Sony Csl è una “organizzazione dispersiva” – spiega Hiroaki Kitano, Ph.D., presidente e Ceo, Sony Csl – in grado di abbracciare il cambiamento e mettersi  costantemente in gioco per il futuro dell’umanità e di questo pianeta. In un momento in cui possiamo connetterci con il mondo ovunque ci troviamo, da un lato diventa sempre più possibile essere svincolati dai limiti del nostro posizionamento geografico, dall’altro cresce l’importanza di acquisire nuove prospettive e innescare un certo tipo di interazione, che può essere data solo radicandosi in uno specifico ambiente. Per questo ci auguriamo che, con l’apertura del nuovo centro di Roma, le nostre attività diano vita alle più svariate sinergie, interagendo armonicamente con l’ecosistema esistente e attivando interessanti collaborazioni”.

Sony, Toshiba e Samsung Electronics perdono la battaglia giudiziaria con la Ue

La notizia dell’inaugurazione del centro capitolino arriva in concomitanza con quella che riguarda la causa di cartello avviata dalla Ue. Sony, Toshiba e Samsung Electronics hanno perso la loro battaglia giudiziaria contro la sanzione da 116 milioni comminata dalla Commissione european nel 2015  nell’ambito delle gare d’appalto per le unità a disco ottico per laptop e desktop prodotte da Dell e Hewlett Packard. La multa più consistente – 41,3 milioni di euro – è a carico di Toshiba Samsung Storage Technology, joint venture di Toshiba e Samsung Electronics. Hitachi-LG Data Storage è stata multata di 37 milioni di euro. Altre società sanzionate erano Sony, Sony Optiarc, una joint venture tra Sony e Nec, e Quanta Storage. Philips ha evitato la multa poiché aveva segnalato il cartello alla UE. Sony, Sony Optiarc, Toshiba Samsung Storage Technology e Quanta Storage hanno successivamente presentato ricorso alla Corte di giustizia dell’UE che ha però sostenuto le sanzioni dell’UE. I giudici hanno parzialmente annullato alcune delle decisioni dell’autorità garante della concorrenza dell’Ue.

 

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