Soro: "Protezione dei dati online è questione politica" - CorCom

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Soro: “Protezione dei dati online è questione politica”

Il Garante Privacy: “Concorrenza e diritto d’autore non sono le sole questioni in ballo. Il tema vero è quello delle libertà. Governi e Authority non possono chiamarsi fuori”

06 Lug 2017

Flavia Gamberale

“ll tema della protezione dei dati sulla Rete dovrebbe essere messo al centro del dibattito politico. Il terreno della disputa per quanto riguarda il digitale oggi riguarda più i profili concorrenza e diritto d’autore, ma mi pare meno presente il tema delle nostre libertà”.

Questa la considerazione espressa da Antonello Soro, Presidente dell’Autorità Garante per la Protezione dei dati personali, intervenuto oggi a Roma durante l’evento di presentazione “Digitali e Responsabili”, l’iniziativa lanciata da Google con il patrocinio dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni e del Garante per la Protezione dei dati personali, e con la partecipazione di Polizia Postale e Altroconsumo.

Soro ha ribadito come dalla partita della protezione dei dati sul web non possano chiamarsi fuori i Governi e le Authority pubbliche. “La responsabilizzazione dei giganti del web è positiva, ma una più matura garanzia di libertà dei cittadini della società digitale passa attraverso la protezione dei dati da parte delle autorità pubbliche e dei governi. Penso, ad esempio, alle ultime decisioni prese dalle authority in materia di cyberbullismo e diritto all’oblio”, ha rivendicato Soro. Come dire: Le autorità di controllo non possono delegare l’esercizio della tutela dei diritti dei cittadini sulla rete ai big dell’Ict, che già oggi peraltro hanno voce in capitolo nella rimozione dal web di contenuti che incitano all’odio. é necessario, dunque, un compromesso “anche se ci vorrà del tempo per raggiungerlo”.

Il Presidente dell’Autorità Garante per la Protezione dei dati personali ha poi sottolineato come la Rete abbia cambiato la geografia dei poteri. “Le grandi compagnie tecnologiche sono detentrici di una enorme mole di big data che riguardano tutti noi e che sono diventati strategici per le imprese È per questo che ci dovremmo preoccupare del rischio di una compressione delle libertà se non vengono protetti i nostri dati. Esiste un’asimmetria tra chi detiene questi ultimi e chi li fornisce. Il web non è certo uno spazio pubblico e appartiene una serie di imprese che ne controllano le tecnologie. Quel che è certo è che la correzione degli squilibri nella concorrenza non si ottiene abbassando la soglia di tutela dei diritti delle persone”, ha concluso.

Infine il richiamo all’importanza di un’ educazione digitale anche per gli adulti che promuova un corretto utilizzo di Internet anche nel rispetto della privacy e dei dati personali.

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