L’Ai ha cambiato profondamente il volto della trasformazione digitale – e non in senso tecnologico, ma strutturale e geopolitico, tanto da aprire le porte all’ipotesi di un’Ai di Stato a tutela della sovranità tecnologica e digitale che è sinonimo di dominio politico, economico e militare. L’utilizzo dei Large language model sta, infatti, scardinando l’idea, imposta dal cloud computing, di uno spazio computazionale globale, aperto, interoperabile, quasi privo di confini politici. Il fenomeno viene attentamente descritto da un’analisi di Ispi, l’Istituto per gli studi di politica internazionale.
L'ANALISI
Sovranità digitale, corsa all’AI di Stato: chip, reti e energia decidono chi controlla l’innovazione
L’intelligenza artificiale non è solo software, ma terre rare, semiconduttori, generatori e connettività: entra così a pieno titolo tra le infrastrutture critiche, dando alla transizione digitale una dimensione geopolitica. Le strategie di Usa, Cina, UE e Golfo Arabo nell’analisi dell’Ispi
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